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Timidezza e vergogna: disturbo evitante di personalità

Presso il Centro psicoterapia Torino negli ultimi anni abbiamo ricevuto sempre maggiori richieste di consultazione (counseling psicologico) per difficoltà legate alla relazione e al rapporto sociale, da parte di bambini, ragazzi ma anche giovani adulti. Queste persone quando descrivono il loro disagio emotivo comunicano una grande timidezza e inibizione nei rapporti extrafamiliari, paura del giudizio e vergogna nell’avvicinarsi all’ “altro”, con la conseguente tendenza a chiudersi in sé stesse ed evitare il più possibile contesti sociali.images (2)

Come psicoterapeuti psicologi a Torino riflettiamo sull’aumento del disturbo evitante di personalità soprattutto nelle giovani generazioni, che causa disturbi di ansia, una tendenza che ha correlazioni con i cambiamenti sociali, un’educazione che sostiene lo sviluppo di un maggior individualismo, la diminuzione dei rapporti umani con l’avvento delle nuove tecnologie e un impoverimento delle situazioni di intimità emotiva.

Naturalmente “la fobia sociale” è sempre esistita, ma presso il Centro psicologia Torino vengono richiesti molto più spesso che in passato  interventi di psicoterapia legati a problematiche relazionali che si manifestano con diverse sintomatologie. Vediamo arrivare genitori disperati per la fobia scolare del proprio figlio/a (alla cui base c’è una grande angoscia nella relazioni con i compagni e con gli insegnanti) che naturalmente comporta uno stravolgimento degli equilibri familiari, poiché spesso il minore fobico tende a chiudersi in casa o ridurre la frequentazione anche di altri ambienti sociali; la relazione con la scuola resta l’oggetto principale delle paure, paure che possono esprimersi con veri e propri attacchi di panico che rendono la vita del ragazzo/a molto difficile.

Notiamo altresì un aumento della domanda di psicoterapia a Torino da parte di adolescenti e giovani adulti che abusano sostanze e rischiano di cadere nella dipendenza da alcol o droghe leggere, utilizzate perlopiù nel weekend in concomitanza con i momenti sociali, come antidoto contro la timidezza, la paura nell’approccio con l’altro sesso, il timore di non essere accettati; nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, in alcuni di questi casi l’uso non viene più circoscritto al fine settimana, all’occasione particolare di una festa, ma esteso ad altre situazioni sociali nel contesto lavorativo o di vita della persona. Quello che fa scattare il bisogno di fare uso di qualche sostanza è soprattutto la grande paura di fronte ad una richiesta di prestazione, che sia un compito, un lavoro o un momento di confronto in cui ci si sente valutati, infatti l’aspettativa nei propri confronti genera ansia e senso di inadeguatezza, aumentando il disagio nel rapporto con gli altri. Come emerge quotidianamente dal nostro lavoro presso il Centro psicologia a Torino, l’altro grande tema di disagio psicologico ai tempi odierni sembra essere proprio l’ansia da prestazione intesa in senso lato. Gli elementi che spiccano nei percorsi di psicoterapia sono la fatica di trovare il proprio posto in una società in cui il fare e l’apparire hanno preso il posto dell’essere ed è sempre più presente la paura di non riuscire a sostenere le aspettative familiari e sociali; questi vissuti legati alla sfera narcisistica si accompagnano spesso ai sintomi del disturbo evitante di personalità e rendono il quadro ancora più complesso, come riscontriamo nel lavoro di psicologia clinica a Torino.

Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino l’ansia e la vergogna, il senso di inadeguatezza di fronte all’idea del “dover essere” sono temi quasi sempre presenti anche quando trattiamo in psicoterapia giovani che non presentano una vera e propria fobia sociale. Spesso i ragazzi ci raccontano come sia più semplice intrattenere relazioni attraverso i social, dove nello scoprirsi si sente in minor misura lo sguardo dell’altro, perchè il mezzo del computer o del telefonino permettono di mantenere una certa distanza rispetto al contatto vis a vì. Attraverso i social è più facile trasmettere una certa immagine sociale di sè, senza esporsi in prima persona ma bensì costruendo a tavolino il modo in cui ci si vuole presentare al mondo, liberandosi delle emozioni spiacevoli che inibiscono e rendono timidi in un contesto relazionale classico.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino  vediamo in questi diversi esempi di disagio giovanile che sembrano essere in aumento oggigiorno ( la fobia scolare, l’abuso di sostanze, l’utilizzo eccessivo o esclusivo delle nuove tecnologie) una conferma di come nella nostra società ci sia minore allenamento rispetto al passato alle relazioni personali intime, come sia sempre più difficile reggere i sentimenti di imbarazzo, vergogna e timore del giudizio, che in varia misura emergono quando si entra in contatto con persone esterne all’ambito familiare. Come psicoterapeuti psicologi a Torino quando ci viene richiesta una consulenza (counseling psicologico) per un problema di natura relazionale riteniamo molto importante effettuare una diagnosi differenziale rispetto ad altri disturbi, dal momento che in psicologia clinica lo stesso sintomo può sottendere differenti strutture di personalità e richiedere di conseguenza interventi diversi di psicoterapia. Alla luce di ciò i primi colloqui di valutazione psicologica assumono presso il Centro psicologia Torino un grosso valore poichè permettono di analizzare i bisogni della persona e rispondere alle sue necessità in modo adeguato e mirato. Di seguito proveremo a spiegare cosa intendiamo.

Paziente evitante- paziente fobico

Anche se non sono presenti sufficienti ricerche a proposito, in questo articolo del Centro di psicoterapia e psicologia Torino  riteniamo  sovrapponibili il disturbo evitante di personalità e la fobia sociale generalizzata, come sostenuto da diversi autori (Dahl,Suthrland,Frances,Widiger).

Come psicoterapeuti psicologi a Torino riteniamo che la timidezza e l’evitamento (evitamento del danno nel modello di Cloninger) che difendono dall’imbarazzo e dal timore del fallimento e dell’umiliazione sono tratti centrali nel disturbo evitante di personalità. Nel quotidiano lavoro di psicologia clinica che svolgiamo a Torino, in questo quadro diagnostico la vergogna sembra essere l’esperienza affettiva centrale. La vergona e l’espressione del sé sono connesse tra loro: il timore è di rivelare aspetti di sé che possono rendere vulnerabili. La vergogna è strettamente connessa all’ideale dell’Io (vissuti di inadeguatezza) a differenza della colpa che viene correlata all’istanza del Super-io. Questo cosa significa? Che quanto più ho delle aspettative elevate rispetto a chi voglio essere o diventare, tanto più soffrirò i fallimenti e vivrò come irraggiungibile l’ideale di persona che penso di dover essere per venire accettato dal mondo. Nella nostra società dove le aspettative sociali e genitoriali verso i ragazzi sono sempre più elevate è comprensibile come siano in aumento i disturbi legati al senso di inadeguatezza. Presso il Centro psicologia a Torino nel lavoro di psicoterapia con i minori e nel lavoro di sostegno alla genitorialità  (terapia di coppia genitoriale) sono temi quotidiani l’ansia da prestazione e la paura dei voti scolastici negativi, fin dalle elementari, come osserva lo psicologo infantile. Questi pazienti si ritirano dunque dalle relazioni sociali per il bisogno di nascondersi dall’affetto della vergogna che provano con un’elevata intensità.

Lo psicologo infantile riconduce il vissuto della vergogna a differenti esperienze evolutive in varie età: è certamente presente quando compare l’angoscia per l’estraneo attorno all’ottavo mese e ed è legata all’interiorizzazione dei rimproveri in seguito ad incidenti relativi al controllo sfinterico, come ci riportano i testi di letteratura psicoanalitica. Secondo la teoria dell’attaccamento lo stile di attaccamento evitante deriva dall’eperienza del bambino di essersi sentito rifiutato dal genitore, che comporta il successivo timore di sviluppare relazioni d’amore. Quello che possiamo riportare dalla nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino è che spesso la sensazione di questi pazienti è di aver avuto bisogni evolutivi eccessivi o inappropriati.

Paziente evitante- paziente schizoide

Anche nel disturbo schizoide di personalità la caratteristica principale è la difficoltà a costruire relazioni significative, ma è assente il desiderio di farlo. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino chi soffre di questo disturbo cerca di limitare i rapporti con gli altri: la tendenza è di avere pochi amici e comunque a non stabilire un legame di confidenza, la scelta cade su lavori in cui non sia presente contatto sociale, generalmente non vengono costruite una famiglia nè relazioni intime. Questi individui si presentano nei primi colloqui presso il Centro psicoterapia Torino come freddi e possono apparire timidi come chi soffre di un disturbo evitante. Ma nel proseguo della consultazione (counseling psicologico) si evidenzia che dietro a questo comportamento riservato è presente un disinteresse alle critiche o all’approvazione ricevuti dall’esterno, come se i sentimenti degli altri risultassero indifferenti. La persona che presenta un disturbo schizoide prova un senso di lontananza, distacco nei confronti di chi è attorno e non mostra interesse ad instaurare legami profondi con persone reali, come racconta in psicoterapia. Queste persone possono essere coinvolte nel loro lavoro e nello studio, attratte da interessi atratti come la filosofia o la matematica; ma si sentono indifferenti e anaffettive, forse per una incapacità a riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri e la loro la tendenza ad isolarsi non è causa di particolare sofferenza. Il paziente evitante a differenza del paziente schizoide desidera relazioni personali anche se ne è spaventato: teme di essere rifiutato e quindi evita le situazioni sociali. Presso il Centro psicologia Torino abbiamo tuttavia ritrovato in letteratura delle critiche alla distinzione classica tra i due disturbi, che anche nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino non sempre appaiono sufficientemente distinti: Reich e Noyes (1986) trovano che molti pazienti con disturbo schizoide soddisfano anche i criteri diagnostici del disturbo evitante. Revisione dei criteri diagnostici si ritrovano nel DSM 4 dove viene posta maggiore enfasi sulla paura dell’umiliazione, dell’imbarazzo e del rifiuto, in questa descrizione l’entità diagnostica si avvicina maggiormente alla personalità fobica. Il disturbo evitante di personalità apparterrebbe all’area delle nevrosi mentre il disturbo schizoide farebbe parte dell’area borderline.

Paziente evitante- paziente narcisista

Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino un’altra importante distinzione va fatta tra chi soffre di un disturbo evitante di personalità e chi possiede una personalità di tipo narcisistico. Nella persona evitante la centralità del sentimento della vergogna configura un nesso psicodinamico con il narcisismo (in particolare il tipo ipervigile), ma spesso i pazienti narcisisti a differenza di quelli evitanti mostrano un senso di giustificazione e grandiosità. Presso il Centro psicologia a Torino con narcisismo intendiamo la tendenza a mettere al primo posto come oggetto di interesse sè stesso con un atteggiamento psicologico di continua ricerca di ammirazione e autocompiacimento, mentre l’interesse per gli altri occupa uno spazio molto minore, anzi la tendenza è di svalutarne i comportamenti e il valore personale. In tal senso il narcisista quando non ottiene il riconoscimento che desidera può provare un grande senso di vergogna come il paziente evitante. Come psicologi a Torino vorremmo sottolineare che esiste un “narcisismo sano” inteso come amore per sè stessi che si differenzia dalla diagnosi di narcisismo, in cui la tendenza è ad amplificare le proprie qualità e le proprie capacità e in cui manca la capacità di riconoscere e percepire i sentimenti degli altri. Come emerge nella psicoterapia a Torino, nel disturbo evitante di personalità è presente il desiderio di ricevere accettazione dall’esterno, ma viene data importanza alle altre persone e viene provata empatia verso i loro bisogni; non sono centrali inoltre le fantasie di successo e il bisogno costante di attenzione e ammirazione per ingrandire sè stessi, caratteristiche queste che contraddistinguono il disturbo narcisistico.

Intervento terapeutico

Presso il Centro psicologia a Torino a seguito di una richiesta di consulenza (counseling psicologico) per difficoltà legate alle relazioni sociali viene fatta una valutazione psicologica e una diagnosi differenziale per comprendere se si tratti di un disturbo evitante di personalità, per il quale può essere proposto un percorso di psicoterapia. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino questa tipologia di pazienti risponde bene alla psicoterapia psicodinamica di tipo supportivo espressivo associata ad un incoraggiamento a esporsi alle situazioni temute. Tale incoraggiamento deve accompagnarsi al riconoscimento dell’imbarazzo e dell’umiliazione associate a queste situazioni. Nel percorso di psicoterapia a Torino risulta importante l’esplorazione delle cause che sottendono la vergogna e del loro nesso con esperienze evolutive del passato. Il percorso terapeutico è volto a sostenere e ad affrontare certe situazioni e a non evitarle, costruendo nella relazione con il paziente la possibilità nel tempo di contenere le emozioni spiacevoli che si generano nel rapporto con gli altri. Come psicoterapeuti psicologi a Torino sappiamo che gli sforzi iniziali possono essere frustranti perché il paziente evitante spesso non sa definire con chiarezza ciò che teme. La psicoterapia a Torino ha il compito di esplorare con il paziente le emozioni esperite nelle situazioni reali al fine di comprendere le cause dell’evitamento. La psicoterapia stessa causa nel paziente forti vissuti di ansia perché si tratta di una situazione di esposizione e risulta in tali situazioni centrale aiutare la persona a sviluppare maggior consapevolezza dei correlati cognitivi del sentimento di vergogna. Presso il Centro psicologia a Torino vediamo nel lavoro di psicologia clinica con questi pazienti che può essere temuto anche il successo nelle relazioni interpersonali, tanto quanto il fallimento. Come psicoterapeuti a Torino ritroviamo in molti casi che l’eccitazione legata ad una esposizione esibizionistica può attivare rimproveri genitoriali interiorizzati sul tema del “far mostra di sé”, nel timore di sembrare pieni di sé nel momento in cui si viene messi in luce. Nella letteratura della psicologia clinica ritroviamo che Miller (1985) ha rilevato una correlazione significativa tra l’inibizione della rabbia e l’esperienza della vergogna. Spesso i pazienti evitanti non hanno espresso nell’infanzia sentimenti di rabbia verso i genitori e provano vergogna nel provarli come talvolta osserva lo psicologo infantile con i minori che presentano questo disturbo.

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