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Coming out cos’è?

Il coming out è il processo attraverso il quale le persone omosessuali arrivano a dichiarare apertamente il loro orientamento sessuale  e letteralmente significa “uscire allo scoperto”. Le persone gay, lesbiche e bisessuali devono affrontare un lungo processo interiore per arrivare a riconoscere prima a sé stesse e poi eventualmente ad amici, familiari, colleghi, la propria identità, per questo possiamo parlare di un “coming out interiore” che precede quello esteriore rivolto verso il mondo. Il coming out interiore, nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, ha solitamente inizio nell’infanzia e prosegue nell’adolescenza, comprende un percorso emotivo difficile e lungo, spesso doloroso, a partire dal riconoscimento del primo desiderio omoerotico fino alla dichiarazione della propria omosessualità. Parte essenziale di questo processo è l’attribuzione di significato alle proprie sensazioni fisiche ed emotive, significato condizionato dalle caratteristiche del contesto sociale d’appartenenza, significato che può cambiare nel tempo per la persona, a seguito del proprio personale percorso di vita e delle relazioni che incontrerà sul proprio cammino e condizioneranno l’immagine di sé, come vediamo in psicoterapia a Torino. Naturalmente quanto più il contesto ambientale e familiare che il soggetto possiede è caratterizzato da omofobia quanto più l’esperienza del coming out sarà connotata da sofferenza sia nel riconoscimento di sé che nell’espressione all’esterno, come vediamo lavorando con persone omosessuali presso il Centro psicologia Torino. Il processo di coming out è graduale, a partire dall’apertura a poche persone intime per ampliarsi nel tempo e poter permettere a sè stessi di scoprirsi all’esterno, parallelamente allo sviluppo e alla definizione della propria identità omosessuale. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino la costruzione di una consapevolezza emotiva che riguarda i sentimenti provati verso il proprio orientamento omosessuale, integrata con una consapevolezza cognitiva rispetto a sè stessi e agli altri in quanto persona gay o lesbica, richiede una maturazione che dura anni, per giungere alla formazione di un’identità positiva. Il coming out non va confuso con l’outing, termine che indica quando il proprio orientamento sessuale viene svelato e comunicato da qualcun altro.

Per poter fare coming out la persona gay o lesbica deve aver raggiunto una corrispondenza tra comportamenti, sentimenti e identità, deve cioè aver completato il processo di interpretazione e riconoscimento del proprio orientamento omosessuale. Lo psicologo infantile spiega che fin dall’infanzia è possibile che fantasie e giochi  interiormente esperiti come piacevoli fossero vissuti come inappropriati rispetto all’identità sessuale, ma è l’adolescenza il momento in cui la persona omosessuale prova le prime pulsioni sessuali nei confronti di altri dello stesso sesso e le trasformazioni legate a questa fascia di età sono importanti nella definizione della propria identità: l’attrazione omoerotica è alla base del processo che porta al vero e proprio coming out. L’attrazione fisica e/o l’infatuazione emotiva di tipo omosessuale in adolescenza può essere rivolta verso qualcuno appartenente al gruppo dei pari, o nel circondario della propria famiglia, verso un insegnante o ancora nei confronti di qualcuno di famoso come un cantante o una star, come emerge dal lavoro di psicoterapia a Torino dello psicologo infantile con adolescenti omosessuali. Proprio come per gli eterosessuali l’adolescenza è il momento in cui il desiderio sessuale e l’attrazione emotiva si fanno più intensi e dunque anche la direzione dei propri interessi diventa più evidente. Queste sensazioni nell’adolescente omosessuale vengono vissute in maniera ambivalente tra il desiderio di esporsi all’esterno, caratteristica tipica in adolescenza e l’inibizione data dal contesto socioculturale che impone il segreto. L’adolescenza, fase caratterizzata da mutamenti psicologici importanti e dal valore attribuito allo specchio relazionale e al confronto con gli altri, certamente amplifica il sentimento di diversità degli omosessuali e accentua la percezione dei cambiamenti che stanno avvenendo nel proprio corpo e nella mente. Dal nostro lavoro di psicologi a Torino emerge come le esperienze fatte da gay e lesbiche in adolescenza, momento in cui si struttura l’identità, contribuiscono all’interiorizzazione dell’omofobia in modo pesante, più che in altri momenti della vita dell’adulto. Poter dire a sé stessi in un processo di coming out interiore di essere omosessuale andando contro a caratteristiche socioculturali stereotipate è il primo passo per passare dall’attrazione omoerotica, all’atto sessuale e al coming out esteriore, naturalmente la strada non è sempre lineare e a volte si vivono contraddizioni, confusione e insicurezza dentro di sé. Spesso passano anni da quando si percepisce la prima attrazione verso persone del proprio sesso, solitamente in adolescenza, talvolta nell’infanzia, a quando viene messo in atto il primo rapporto omosessuale, come ci viene raccontato nel lavoro di psicologia clinica a Torino. Le angosce e le paure che la persona gay o lesbica vive dentro di sè portano a inibire i propri desideri e a reprimere parti di sè, in concomitanza con l’emergere di malessere psicologico, come si evidenzia in psicoterapia a Torino.

Sicuramente in adolescenza ci si interroga su chi si è, guardando ai propri sentimenti, a ciò che si desidera e immagina in fantasia. In questa fase un ragazzo/a diviene consapevole del proprio orientamento sessuale perchè capisce chi trova attraente, se le persone dell’altro sesso o quelle del proprio, verso chi si sente trasportato per condividere tempo ed esperienze romantiche e sessuali. Ma nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino l’adolescente medio vive anche momenti di grande confusione e non sempre sa leggere chiaramente dentro di sè, inoltre nella nostra società gli omosessuali vengono ostacolati nella scoperta della propria sessualità connotata come qualcosa di “non normale”. Ecco perchè alcune persone gay o lesbiche trascorrono anni della propria vita mostrando esteriormente un orientamento eterosessuale e assumono comportamenti e scelte sessuali non conformi alla loro natura. In questi casi l’integrazione e l’espressione della propria identità subisce una battuta d’arresto, non senza conseguenze dolorose su un piano psicologico, come emerge in alcuni percorsi di psicoterapia a Torino con persone adulte che hanno dovuto operare una profonda scissione interiore: i loro comportamenti legati alle scelte di vita operate e il loro sentire più profondo prendono direzioni diverse, in tali situazioni i vissuti e pulsioni vengono celate e messe da parte o vissute clandestinamente, come in una vita parallela che permetta di esprimere una parte di sè ritenuta inaccettabile. Il processo di coming out viene bloccato e congelato dall’omofobia interiorizzata e non può esserci l’evoluzione fisiologica, che solitamente dall’adolescenza in poi si sviluppa nella persona omosessuale.

Tornando al periodo dell’adolescenza nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino nelle femmine l’identificazione di sé come lesbica avviene generalmente a seguito della realizzazione dei sentimenti provati verso le altre donne, anche dopo esperienze eterosessuali percepite come significative. Nella percezione femminile l’accento è posto sul contesto e sulla relazione, l’orientamento può non essere definito una volta per tutte e può non essere esclusivo, la sessualità sembra più fluida, come ci viene descritto nei percorsi di psicoterapia a Torino. Da considerare anche che nella nostra cultura le ragazze hanno maggior possibilità rispetto ai coetanei maschi di avere contatti esplorativi con altre femmine, nel sociale sono considerati normali contatti fisici, abbracci, baci tra amiche: per queste ragioni una giovane può trovare modo di esprimere il proprio innamoramento omosessuale e accompagnarlo alla vicinanza fisica. Sono comunque presenti anche difficoltà per una giovane lesbica, che ancora non si riconosce come tale, perchè le amiche spingono ad essere “femminili” e a sedurre i ragazzi. Per i ragazzi invece la condizione eterosessuale e omosessuale risulta nella maggior parte dei casi più contrapposta: emerge in psicoterapia a Torino con ragazzi gay che abbiano riconosciuto i primi desideri già da bambini, ma solo nel tempo hanno potuto accettare la propria inclinazione omosessuale. Tra amici e compagni di scuola è forte la pressione tra maschi ad assumere comportamenti da “macho” per dimostrare la propria virilità e i tratti personali più femmili vengono stigmatizzati anche nei ragazzi eterosessuali. Si evince che il genere sessuale sia un forte organizzatore dei modelli relazionali ecco perchè i gay, per evitare lo stigma sociale, hanno la tendenza a evitare il coinvolgimento affettivo con altri uomini nel tentativo di gestire l’omofobia interiorizzata di origine socioculturale. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino accettarsi e dichiararsi come omosessuali può essere molto difficile per alcuni ragazzi, anche per molto tempo dopo averlo capito e in alcuni casi anche ammettere la realtà a sè stessi è una conquista che non va data per scontata.

Proviamo ora ad entrare più nello specifico per rispondere alla domanda “coming out cos’è?” comprendendo che in questo percorso di accettazione e svelamento di sé sono presenti vari momenti che cercherò di semplificare nella descrizione, anche se la realtà non è mai così lineare e certamente è costellata da conflitti interiori ed esteriori con persone più o meno vicine all’omosessuale. Presso il Centro psicologia Torino, pur riconoscendo come fondamentali le differenze di ogni storia personale e peculiari le vicessitudini soggettive, abbiamo potuto riscontrare alcune tappe evolutive nel processo di coming out. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino è sempre presente per la persona un momento iniziale di confusione d’identità in cui la domanda “chi sono?” è al centro dei propri pensieri e questo accade spesso in adolescenza, periodo di vita instabile per natura, dove la ricerca della propria identità è in primo piano nella vita psichica di ogni giovane. Il ragazzo/a si confronta con i coetanei e rileva la sensazione di sentirsi diverso, si sente spaesato, talvolta emerge un senso di alienazione, quanto più naturalmente nella propria educazione la possibilità di diventare gay o lesbica non fosse contemplata come accettabile. In questa fase, spiega lo psicologo infantile, l’adolescente omosessuale mette in atto una serie di difese psichiche per proteggersi dalla consapevolezza del proprio orientamento sessuale, come ad esempio la negazione, lo sradicamento delle emozioni che sente, l’evitamento dei pensieri, l’inibizione di fantasie omosessuali. Alle volte per difendersi il ragazzo o la ragazza interpreta la situazione relativizzando ciò che prova in modo da evitare di definire in modo generale il proprio orientamento e la propria identità, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino. Arriva poi il momento in cui vi è l’accettazione della propria omosessualità, talvolta abbiamo visto il realizzarsi di questa consapevolezza e assunzione di identità durante un percorso di psicoterapia a Torino, lavoro di cura iniziato proprio a seguito di una crisi di identitaria. Constatare dentro di sé l’orientamento omoerotico, da un lato allevia il senso di confusione che l’adolescente ha vissuto fino a quel momento, perché ha la sensazione di definirsi, di sapere finalmente chi è; dall’altro è molto doloroso perché implica il lutto delle aspettative che il giovane poteva avere rispetto a sé, interiorizzate nel contesto familiare; il giovane apre alla paura di non venire accettato dalle persone a cui si vuole bene e non trovare un posto nella società. Insorgono interiormente i conflitti legati alla sfera dell’omofobia interiorizzata e solo riuscendo a gestire tali vissuti è possibile arrivare a fare coming out. L’omofobia interiorizzata viene evitata cercando l’appartenenza al gruppo oppure con l’aggregazione tra omosessuali e con l’allontanamento dagli eterosessuali, ma nei casi di maggior sofferenza l’adolescente stigmatizza la propria omosessualità e vive sentimenti di rabbia e rifiuto verso sè stesso, come vediamo talvolta presso il Centro psicologia Torino. L’ultima fase di questo percorso interiore, accompagnata da un grande solievo, è la sensazione che l’omosessualità sia una parte benvoluta di sé e, se la persona riesce ad emanciparsi dalla stigmatizzazione sociale, può anche sentire che il proprio orientamento sessuale ha valore e lo fa sentire orgoglioso di sé: quando arriviamo a questo punto la persona ha realizzato una piena accettazione della propria omosessualità. In questa fase, vediamo presso il Centro psicologia Torino, che l’omosessualità viene guardata da una diversa prospettiva, non più come stigma sociale bensì come un diverso stile di vita. L’accettazione di sè, la possibilità di non sentirsi più scomodi nel proprio ruolo e la realizzazione dell’identità omosessuale che permette di accedere al coming out, sono gli obiettivi di ogni psicoterapia a Torino con pazienti gay e lesbiche.

Come abbiamo visto riconoscere la propria omosessualità è un percorso interiore complesso e faticoso perchè implica una rottura rispetto ad una prospettiva di vita orientata verso l’eterosessualità, come la società e la maggior parte delle famiglie si aspettano. Ma completare il processo di coming out è importante perchè significa integrare e definire l’identità nel suo complesso, come vediamo nei percorsi di psicoterapia a Torino. Svelarsi all’esterno comporta sicuramente dei rischi per la persona omosessuale ma nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino quando è possibile sentirsi accolti e accettati dalle persone vicine a sè la qualità della propria vita migliora notevolmente. Coming out e benessere psicofisico presentano una forte correlazione, come dimostrano diversi studi di psicologia clinica.

 

 

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