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Identità di genere e orientamento sessuale

L’acronimo LGBTQ+ fa riferimento alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e complessivamente a coloro che non sentono di essere un uomo o una donna eterosessuali e cisgender. Con il termine cisgender si indicano le persone la cui identità di genere sessuale corrisponde al sesso biologico attribuito alla nascita.

Questo articolo del Centro psicologia a Torino ha l’obiettivo di fare chiarezza sulle tematiche che riguardano l’identità di genere e di orientamento sessuale, visto che toccano aspetti molto delicati sui quali viene fatta confusione. Inoltre la terminologia e le definizioni sono in evoluzione dal momento che oggigiorno si parla di più di questi temi e si pone maggior attenzione alla complessità. In passato non c’era la libertà che c’è oggi nel trattare di orientamento e genere sessuale, la cultura era più chiusa; fare coming out, come ci viene raccontato nei percorsi di psicoterapia a Torino, era un passo ancora più difficile da compiere a causa dello stigma sociale. Per “coming out” si intende la decisione delle persone omosessuali o che appartengono ad un genere diverso da quello attribuito alla nascita di rivelare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino iniziamo a fare una distinzione importante: l’identità di genere sessuale è una parte dell’identità e risponde alla domanda “io chi sono?”, mentre l’orientamento sessuale è legato alla direzione del desiderio e risponde alla domanda “a me chi piace?”, definendo il proprio sentirsi eterosessuali, omosessuale, bisessuale, ecc…

Il sesso biologico, ovvero quello determinato alla nascita, viene definito sulla base delle caratteristiche anatomiche, ormonali e genetiche del bambino e si divide in maschio, femmina o intersessuale. Nella condizione intersessuale può essere alterato il corredo cromosomico, possono esserci variazioni fisiche dei genitali, modificazioni a livello genetico o ormonale: le caratteristiche biologiche di queste persone non rientrano esclusivamente nè nel genere maschile, nè in quello femminile. Ma come psicoterapeuti psicologi a Torino sappiamo bene che non basta avere genitali maschili per sentirsi uomini o avere genitali femminili per sentirsi donne, iniziamo dunque a parlare dell’identità di genere sessuale.

IDENTITA’ DI GENERE

Come vediamo nel lavoro di psicoterapia a Torino, ogni persona sente di appartenere prevalentemente al genere maschile e/o femminile, questa è l’identità di genere sessuale, che non sempre coincide con l’espressione esteriore degli attributi sessuali primari e secondari. Quando c’è corrispondenza tra il genere attribuito alla nascita e il proprio senso di identità parliamo di cisgender, mentre quando la percezione di sè è opposta a quella biologicamente determinata parliamo di transgender. Come vediamo in molte persone che si sono rivolte al Centro psicologia Torino, essere transgender non significa sempre prendere la decisione di sottoporsi a cure mediche e a interventi chirurgici al fine di trasformare i propri organi genitali e ottenere la riassegnazione del sesso. Solo una parte di queste persone, persegue tale scelta dopo un lungo periodo di sofferenza legata alla disforia di genere. 

La disforia di genere, nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, fa vivere a chi ne soffre una sensazione di disarmonia e disagio profondo a causa dell’incongruenza tra la propria identità e il corpo che non la rappresenta. In alcuni casi queste persone si sentono imprigionate in un corpo che rifiutano, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino, e possono soffrire di ansia, depressione, irritabilità. In alcuni casi la sofferenza crea problemi nella sfera relazionale e compromette aree della propria vita, i sintomi possono raggiungere una rilevanza clinica. La persona che soffre di disforia di genere può sentire un forte desiderio di cambiamenti sul piano fisico, che possono essere perseguiti attraverso la medicina e la chirurgia per raggiungere un senso di coerenza tra mente e corpo. Transessuale è la persona transgender che ha iniziato un perscorso di trattamento per modificare il proprio corpo.

Vediamo presso il Centro psicologia a Torino che oltre ai cisgender e ai transgender ci sono diverse altre forme di identità di genere sessuale. Per meglio comprendere le condizioni di cui andremo a parlare, può essere utile ragionare in una logica non binaria e cioè dove l’identità di genere sessuale non venga vista esclusivamente come o maschile o femminile, dal momento che nella realtà esistono altre condizioni e sfumature in cui si riconosce un’ampia parte del genere umano.

Gli agender sono quelle persone che non sentono di appartenere ad un genere e non si riconoscono nè nel genere maschile nè nel femminile a prescindere del proprio aspetto fisico. Una parte degli agender si riconosce nel terzo sesso, considerato una condizione di neutralità. Gli agender vengono talvolta confusi con le persone intersessuali che presentano caratteristiche biologiche non ascrivibili ad un solo genere, ma in questa condizione parliamo di caratteri sessuali e non di identità.

I bigender sono invece quelle persone la cui identità sessuale comprende un doppio genere. Immaginando l’identità di genere sessuale come rappresentata da un continuum ai cui estremi troviamo il genere maschile e il genere femminile possiamo descrivere le persone bigender come coloro che sentono dentro di sè la compresenza delle due polarità.

Diversamente, all’interno della categoria gender fluid troviamo coloro la cui identità di genere può cambiare a seconda dei momenti e oscillare prevalentemente tra il sentirsi donna e il sentirsi uomo.

E’ stata coniata la parola genderqueer proprio per comprendere le differenti definizioni identitarie, si tratta di un termine ombrello che vuole raggruppare coloro che non sono eterosessuali e non sentono di definirsi esclusivamente come maschio o femmina (non sono cisgender).

ORIENTAMENTO SESSUALE

L’orientamento sessuale riguarda la direzione del desiderio sessuale e sta alla base delle fantasie erotiche oltre che della preferenza affettiva. Secondo la nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino l’orientamento sessuale influenza la definizione di sè e l’identità della persona. Lo psicologo infantile e dell’adolescenza spiega che questo lato della personalità si struttura in modo evolutivo durante la pubertà ed è normale che si definisca in modo più stabile solo nell’età adulta.

Coloro che si innamorano e sentono attivata la propria libido nei confronti di chi ha un sesso differente dal proprio vengono definiti eterosessuali. Omosessuale è invece chi percepisce attrazione sessuale ed emotiva verso persone del proprio sesso, mentre il termine bisessuale si usa per coloro che possono provare attrazione sessuale e romantica verso persone di entrambi i sessi. Dunque si riconoscono come gay e lesbica rispettivamente un uomo e una donna omosessuali. A volte c’è confusione tra il termine bisessuale e il termine pansessuale, dal momento che esistono differenti interpretazioni. Vogliamo definire come pansessuale l’orientamento caratterizzato dalla possibilità di provare attrazione verso tutti i generi e sessi (uomini, donne, transessuali, ecc). Nello specifico presso il Centro psicologia Torino alcune persone pansessuali hanno spiegato nel loro percorso di psicoterapia come il loro modo di guardare al sesso/genere in un’ottica non binaria possa spiegare l’attrazione sessuale e  i sentimenti che hanno provato nella vita verso partner diversi, a prescindere dal loro orientamento e dalla loro identità di genere, ma inquanto persone con determinate caratteristiche soggettive.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino pensiamo che la distinzione rigida tra eterosessuale, omosessuale e bisessuale sia poco in grado di definire la complessità dell’identità di ognuno di noi e che sia l’esperienza soggettiva a definire l’identità. Le etichette possono essere riduttive ma nello stesso tempo le parole sono importanti per  riconoscere, dare un nome a percezioni e sentimenti che il soggetto può provare, aiutano a differenziarsi e definire sè stessi, possono dunque essere di aiuto per un giovane che cerca di capirsi al fine di legittimare i propri vissuti. Questo è un processo importante, spiega lo psicologo infantile a Torino, proprio per evitare che tanti adolescenti si sentano invisibili e stigmatizzati dalla società, come ancora può accadere nonostante i cambiamenti culturali della nostra società. Siamo comunque consapevoli come psicoterapeuti psicologi a Torino di come le persone sentano talvolta dentro di sè di avere diversi lati del carattere, aspetti ambivalenti e talvolta in conflitto tra di loro, quindi dare dei confini netti alla personalità non è facile e sopprattutto in alcune fasi della vita come l’adolescenza, dal momento che l’identità è in evoluzione e cambiamento. Questo concetto è più facilmente comprensibile quando si parla di ruolo di genere cioè l’insieme delle aspettative e regole sociali su ciò che la cultura di appartenenza reputa giuste o inadeguate per gli uomini e le donne (per fare un esempio i lavori, il tipo di sport, gli interessi ritenuti più o meno appropriati per un maschio o per una femmina).  Con i cambiamenti della nostra società anche i confini del ruolo di genere si sono ammorbiditi rispetto ad altre culture che non sono la nostra e rispetto al passato, ad esempio il ruolo di madre e di padre hanno assunto caratteristiche più similari, mentre un tempo le due funzioni erano caratterizzate da differenze più evidenti. Non si tratta dunque di definizioni esistenti a prescindere dal substrato culturale di appartenenza.

Riuscire a trovare la propria autenticità ed esprimerla è uno dei valori più importanti tra gli adolescenti della società dell’oggi e l’identità sessuale è una parte fondamentale dell’essere umano. Forse proprio per questa ragione come psicologi psicoterapeuti a Torino rileviamo come gran parte dei giovani con i quali entriamo in relazione sostengono e sono solidali con il mondo LGBTQ+ anche quando non sono interessati in prima persona dal rischio dello stigma sociale perchè si sentono etero e cisgender. Il diritto indiscusso alla libertà di espressione è un collante tra coetanei adolescenti che sempre più oggigiorno condividono l’idea che maschile e femminile possano comporre diverse combinazioni per dare vita alle singole identità.

Presso il Centro psicologia a Torino pensiamo che i giovani dovrebbero avere la possibilità di parlare in modo sereno e costruttivo di questi aspetti di grande rilevanza, trovare delle sedi appropriate dove adulti autorevoli e pronti ad ascoltarli prestino loro attenzione, poichè il tema della sessualità riguarda tutti e fa parte della crescita confrontarsi con esso. Molti genitori si sentono insicuri nell’affrontare i temi della sessualità con i propri figli e non sanno come trattare in modo appropriato l’argomento dell‘orientamento sessuale e dell’identità di genere, talvolta i pregiudizi e le paure bloccano il confronto aperto e se non sono i giovani a chiedere aiuto spesso si evita di parlare di certi temi, come ci viene raccontato nei percorsi di sostegno alla genitorialità presso il Centro psicologia a Torino. La mancanza di riferimenti di fiducia lascia l’adolescente da solo con dubbi, pregiudizi e spesso lo avvicina alla pornografia, ai siti non protetti nella ricerca di risposte. Internet è una fonte di informazioni non filtrate che rischiano di amplificare pregiudizi o ancora più rischioso, normalizzare il rifiuto, la violenza e la mancanza di rispetto nell’intimità. Purtroppo quasi tutte le scuole sono impreparate sul tema dell’inclusione, spiega lo psicologo infantile e dell’adolescenza a Torino, sono rare attività didattiche che aiutino a comprendere le differenze nell’area dell’identità e dell’orientamento sessuale, difficile è trovare spazi in cui parlare dei sentimenti legati ai cambiamenti del corpo, dare significato a ciò che un ragazzo sente nei primi approcci amorosi sia su un piano fisico che emotivo. Ci accorgiamo da ciò che ci viene riportato nei percorsi di psicoterapia a Torino con gli adolescenti, che molti di loro non parlano neanche con i coetanei delle loro idee legate alla sessualità, se non per scherzare, a volte esagerare per mettersi in mostra o schernire i compagni su tematiche di cui si vergognano, sembra troppo difficile per molti di loro affrontarle in modo serio e consapevole. I ragazzi nutrono timori e talvolta costruiscono false aspettative su di sè legate alla sfera sessuale o vivono profondi sensi di inadeguatezza personale quando si attribuiscono l’incapacità di entrare in relazione con il partner in maniera disinvolta. Ancora più complicato è per i ragazzi che sentono attrazione per i coetanei dello stesso sesso o che si sentono confusi sul piano dell’identità sessuale, traggono conclusioni affrettate su di sè o sugli altri, si spaventano delle proprie fantasie… Come psicoterapeuti psicologi a Torino vediamo come la paura dello stigma sociale per un ragazzo che “si senta diverso” sia ancora molto presente nelle giovani generazioni, anche se nella nostra società si sono allargate le vedute e sono diminuiti i pregiudizi rispetto al passato. Il tema della sessualità spaventa ancora molti adulti e l’omofobia è presente nella nostra cultura, per queste ragioni la scuola ha paura delle conseguenze a cui andrebbe incontro se facesse progettazione didattica ed educativa sull’argomento genere e orientamento sessuale. La scuola, dal nostro punto di vista, sarebbe un luogo appropriato per parlare di questi argomenti perchè è l’istituzione per eccellenza dove gli adolescenti passano la maggior parte del loro tempo, ma i discorsi su queste tematiche purtroppo sfociano spesso in momenti di conflitto e quindi è comprensibile che i professori non vogliano creare tensione e disordine. Molti ragazzi LGBTQ+ si sentono soli nell’affrontare l’ansia legata al riconoscimento e all’accettazione di sè su un piano dell’identità e dell’orientamento sessuale perchè manca una comprensione delle differenze nelle persone che li circondano. Il vuoto di informazioni, il silenzio e il non detto, spiega lo psicologo dell’adolescenza a Torino, può creare più problemi psicologici del conflitto aperto perchè si alimentano insicurezze e tabù senza la possibilità di elaborare i problemi. Alcuni di questi ragazzi possono attraversare momenti di grande malessere dovuti alla difficoltà di capire chi sono e accettare sè stessi prima ancora di fare coming out e mostrarsi al mondo.

E’ possibile rivolgersi presso il Centro psicoterapia Torino se si desidera affrontare i temi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La richiesta d’aiuto può arrivare dalla singola persona che sente di voler comprendere meglio sè stessa ed elaborare eventuali conflitti interiori che generano ansia, depressione o problemi relazionali, e nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino talvolta sono i genitori a sentire il bisogno di un confronto su queste tematiche per poter sostenere e aiutare nel miglior modo i propri figli che stanno attraversando un momento difficile. Quando nello specifico il disagio psicologico è legato alla disforia di genere offriamo un primo colloquio per comprendere insieme alla persona che tipo di intervento terapeutico sia più utile nel suo caso e dove rivolgersi per riceverlo, se presso il nostro Centro o in altra sede, quando infatti si sia già presa la decisione di avviare un percorso di transizione ormonale e chirurgica per acquisire l’identità del proprio genere, riteniamo più opportuno inviare la persona transessuale presso i servizi preposti, per una presa in carico globale sia da un punto di vista organico che psicologico.

 

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