Il Centro di psicoterapia e psicologia clinica Torino in questo articolo cerca di sviluppare il tema dell’autostima tenendo presente la differenza tra un “narcisismo sano” o amore per sé stessi e il “narcisismo” come disturbo di personalità.
Come psicoterapeuti psicologi a Torino consideriamo l’autostima non tanto come un sentimento stabile che la persona possiede in una certa misura, quanto un processo cognitivo di valutazione di sé stessi che, come vedremo, dipende da più variabili e può modificarsi nel tempo.
La valutazione positiva di noi stessi, dipende in particolare da due variabili. La prima è la consapevolezza di poter piacere agli altri, cioè di sentirsi meritevole di affetto e di essere a propria volta in grado di amare. Questa idea di sé nasce fin dall’infanzia dalla percezione che il bambino vive nel rapporto con le figure di riferimento e naturalmente si costruisce nel tempo a seguito delle relazioni di cui fa esperienza. Lo psicologo infantile spiega come un ingrediente fondamentale per l’autostima sia l’esperienza di essersi sentito “visto” nella propria vera natura, riconosciuto anche per i propri limiti e comunque amato per come si è, pregi e difetti inclusi.
La seconda variabile presente nella costruzione dell’autostima è il senso di autoefficacia, cioè la fiducia nelle proprie capacità. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino per star bene con sé stessi è necessario riconoscersi in grado di modificare con il proprio comportamento l’ambiente circostante. L’autoefficacia nasce dalla percezione di poter esercitare, nella maggior parte dei casi, una certa dose di autocontrollo e di controllo verso l’esterno per poter ottenere risultati positivi e realizzare i propri propositi. Nella cura degli attacchi di panico per fare un esempio, riscontriamo spesso che la persona sente di perdere il controllo su di sé e si vive come inadeguata nell’affrontare la vita.
Nel quotidiano lavoro di psicologia clinica a Torino ci rendiamo conto di quanto i pazienti possano costruire una buona e armoniosa idea mentale di sé stessi solo se riescono a fare una valutazione sincera, potendo riconoscere con onestà ciò che sanno far bene o meno accettando i propri limiti. Come psicologi psicoterapeuti a Torino crediamo che sia importante riconoscere pregi e difetti di sè, saper valutare le proprie prestazioni e accettare le mancanze e le aree di ombra del proprio mondo interno. Il lavoro di psicoterapia a Torino può aiutare la persona ad accettare i limiti che le sono propri, a raggiungere uno sguardo autentico verso sé stessa e verso la propria storia di vita. Al contrario possiamo incontrare quello che in psicologia viene definito “un falso sé”, cioè la costruzione di una facciata esteriore di rispettabilità e competenza ma la percezione interna di bassa autostima e profonda insicurezza che vengono costantemente nascoste al mondo esterno. E’ un’espressione tipica di questo aspetto il “narcisismo digitale“, sempre più diffuso nella nostra società.
Nell’esperienza maturata attraverso il counseling psicologico presso il Centro psicoterapia Torino risulta chiaro che una buona autostima nasca dall’integrazione delle due dimensioni emotive di cui abbiamo parlato: la sensazione di valore per quello che si è e l’esperienza di essere in grado di affrontare la realtà. Lo psicologo infantile spiega che per un sano sviluppo è importante che il bambino senta di essere amato in modo incondizionato, di aver valore di per sé, ma anche potersi confrontare con i suoi successi quotidiani, sentirsi valutato onestamente dall’esterno per ciò che fa e che è in grado di ottenere. Per questa ragione sono necessarie nell’educazione anche le regole e i “no” che offrono al minore la possibilità di confrontarsi con i limiti e mettersi alla prova nelle proprie capacità, poiché ricevere lodi immotivate non crea autostima. Il bambino che sente di meritare i complimenti che riceve, riconosce di esser stato in grado di raggiungere gli obiettivi, diversamente se le gratificazioni sono completamente slegate da ciò che fa e ottiene, può sentire che l’esperienza vissuta sa di finzione. Saper affrontare le difficoltà, se adeguate al proprio livello di sviluppo, aiuta a formare il senso di autoefficacia, diversamente sentirsi meritevole di approvazione incondizionata può creare l’aspettativa che i propri bisogni debbano essere soddisfatti sempre e quando questo nella vita non avviene la frustrazione può essere intollerabile. Nella terapia di coppia genitoriale talvolta gli adulti riferiscono di complimentarsi sempre con i figli per farli sentire “bravi” e sviluppare in loro l’autostima ma non sempre le loro parole corrispondono a ciò che vivono e sentono realmente nei confronti del bambino. Oppure nel lavoro di psicologia clinica a Torino emerge come alcuni genitori spingano sempre i figli ad ottenere buone prestazioni per spronarli, l’accento è posto più sui risultati che sulle qualità (impegno, costanza, ecc), e non possano tollerare i fallimenti perché li fanno sentire a propria volta inadeguati. O ancora alcuni adulti nutrono determinate aspettative nei confronti del figlio e non possono intimamente accettare che lui “sia” “diventi” qualcuno di diverso da ciò che hanno sognato per lui perché il bambino o l’adolescente rappresenta per loro un mezzo per realizzarsi come persone. Questi alcuni esempi tratti dalla nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino che mostrano come certe dinamiche relazionali possano, se ripetute rigidamente nel tempo, ostacolare lo sviluppo di una buona autostima nel bambino e futuro adulto.
Senza la fiducia nelle proprie capacità la persona può vivere l’impotenza e la sensazione di perdita di controllo riguardo ad un obiettivo personale o sociale. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino una sana autostima si costruisce passo a passo nel tempo attraverso la relazione e il confronto con le altre persone. Se non si ha un vissuto emotivo congruo alle proprie reali potenzialità può crearsi un’immagine di sé stessi grandiosa che confrontata con la realtà diventa impossibile da sostenere e il confronto con tali aspettative irraggiungibili genera ansia e impotenza nell’affrontare la vita. In alcuni casi l’angoscia può essere paralizzante e l’ansia da prestazione può culminare in attacchi di panico. Il disturbo narcisistico di personalità si caratterizza proprio per un senso grandioso della propria importanza con l’aspettativa di venire sempre riconosciuto nei propri bisogni e confermato nella propria superiorità, senza adeguate motivazioni. La persona narcisista è sempre alla ricerca di ammirazione e successo, ha un’opinione di sé e delle attese troppo elevate (ottenere sempre il potere, essere affascinante e di bell’aspetto, per fare alcuni esempi); non può accettare i fallimenti e le delusioni rispetto alle proprie capacità/qualità, ed è costantemente alla ricerca di considerazione, per poter confermare l’idea di essere migliore degli altri. Per tali ragioni, in quest’ottica ciò che conta sono solo i risultati: si tratta di individui ambiziosi, che considerano l’apparenza e l’esteriorità importantissima. Chi soffre di un disturbo narcisistico di personalità è centrato solo su sé stesso e manca, come osserviamo quotidianamente durante i colloqui di counseling psicologico, della capacità di relazionarsi in modo sano con gli altri; si ritrova cioè assorbito dalle proprie fantasie di potere, importanza, amore ideale, considerando gli altri come degli”ostacoli” o degli “strumenti” da usare per perseguire l’affermazione di sé. Il narcisista non ha la possibilità di sentire un legame affettivo di comunanza con l’altro, non si fida di nessuno e può sentirsi profondamente solo con il proprio vuoto interiore. Chiunque può attraversare momenti di vita in cui è più preoccupato per sé che per le persone che gli sono accanto, ma il narcisista non prende quasi mai in considerazione i sentimenti e i pensieri degli altri, soffre di una mancanza di empatia verso le persone, di cui può approfittarsi, pretende che tutto sia dovuto e la sua preoccupazione è costantemente concentrata su ciò che gli altri pensano di lui. Questa struttura di personalità, nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, è propria di chi può fidarsi solo del proprio giudizio, non riuscendo a reggere un sano confronto, ma potersi confrontare è fondamentale nella costruzione di una sana autostima. Chi possiede una buona immagine di sé interiorizzata può vivere la “critica” come un elemento su cui riflettere per migliorarsi nel tempo e quindi fidarsi dello specchio relazionale che vive all’interno delle sue relazioni significative, mentre per chi ha un ego smisurato la critica è distruttiva. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino è propria del narcisista un’aspettativa idealistica di come la vita debba andare e di come si deve essere secondo un’ immagine centrata su sé stesso. Di fronte alla frustrazione di tali aspettative la persona può entrare in contatto con una fragilità profonda e un’ insicurezza devastante poiché la vera autostima si costruisce solo nel tempo affrontando gli ostacoli, coltivando la costanza e la perseveranza e non si fonda solo sui buoni risultati quanto piuttosto sulla capacità di affrontare le sfide della vita. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino chi possiede una buona immagine di sé non sente la necessità di dimostrare all’esterno i propri successi, l’autostima è uno stato interiore che permette di sentirsi forti e non tanto di dover apparire tale agli occhi degli altri. Nel disturbo narcisistico di personalità è presente una dissociazione della propria vulnerabilità e dei bisogni affettivi più profondi e come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino, tali bisogni fanno paura e vengono allontanati perché possono ostacolare l’affermazione di sé; vengono negati anche i propri difetti e limiti di cui il narcisista si vergogna. Non può essere vissuto neanche il senso di colpa, un sentimento questo utile perché aiuta l’individuo a “riparare” le conseguenze dei propri errori e recuperare le relazioni affettive.
Qual è l’origine del narcisismo?
Nella ricostruzione attraverso il counseling psicologico dell’infanzia di questi pazienti abbiamo potuto ricostruire alcune dinamiche relazionali disfunzionali tra genitori e figli che, se continuamente proposte, possono favorire la strutturazione di una personalità narcisista o con forti tratti in questa direzione. La letteratura sul tema del narcisismo conferma queste ipotesi.
Talvolta i pazienti raccontano di essersi sentiti “indottrinati” dalle loro figure di riferimento che hanno fatto credere loro di essere delle creature speciali e superiori alla media delle persone e quindi in diritto di essere privilegiate, come se dovessero sempre pretendere e aspettarsi nella vita di ricevere ciò che desiderano. In questi casi i genitori non erano in grado di porre dei limiti al bambino, aiutarlo ad accettare i no, contenerlo quando oltrepassava i confini, il bambino è stato messo su un piedistallo e assecondato nelle sue manifestazioni onnipotenti. Tale comportamento, nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, non permette al bambino di imparare a tollerare la frustrazione, lo rende fragile e pieno di pretese che non sempre nella vita potranno essere soddisfatte. Da adulto vivrà molta rabbia e senso di inadeguatezza quando non sarà in grado di dominare la situazione. Cercherà di ridurre le altre persone sotto il suo potere e quando non sarà possibile non sarà facile sopportarlo.
In altre situazioni il narcisismo ha origine da un vissuto di inadeguatezza e dall’aspettativa che l’altro debba sempre occuparsi di sé: questi pazienti hanno avuto dei genitori che non hanno permesso al bambino di sviluppare un adeguato senso di autoefficacia. Nel tentativo di annullare ogni sofferenza nella vita del bambino questi genitori lo hanno riempito di attenzioni sostituendosi a lui “nel fare”, impedendo al bambino di sperimentarsi e apprendere dagli errori, rinforzando sempre di più la dipendenza anziché promuovere una graduale indipendenza. Nell’esperienza dello psicologo infantile il bambino ha bisogno di sentirsi incoraggiato nella crescita per poter affrontare le competenze appropriate all’età, deve ricevere degli insegnamenti e sentirsi promosso nelle sue acquisizioni. Alcune persone con disturbo narcisistico di personalità raccontano nella psicoterapia a Torino, di esser state private del senso di competenza e autoefficacia apprendendo ad essere deboli e sempre bisognosi dell’altro. Hanno sviluppato l’aspettativa/pretesa che gli altri significativi della loro vita si occupino sempre di lui preservandolo da ogni frustrazione e fatica. Diversamente quando questo non accade, si sentono spaventati di fronte al rischio di poter sbagliare e vivono i fallimenti come un’umiliazione.
Tra le teorie più accreditate sul narcisismo, come riportato dallo psicologo infantile, resta quella che vede in questi pazienti degli adulti che hanno vissuto un’infanzia deprivata affettivamente. Nella nostra esperienza di psicologia clinica a Torino i narcisisti si sentono intimamente soli perché non hanno ricevuto un amore incondizionato da bambini, così come da adulti non riescono ad amare senza aspettarsi qualcosa in cambio dagli altri. Queste persone hanno sentito di poter ricevere affetto solo se lo meritavano e cioè l’amore veniva loro dato in base alla performance: il figlio doveva dimostrare di essere il migliore. Il messaggio che trasmettevano i genitori nella relazione con lui era che sbagliare significa non avere valore, essere imperfetto equivale a non essere desiderabile né amabile. In questa logica i bisogni emotivi si soddisfano attraverso la grandezza, per essere felici bisogna essere i primi. Il bambino si è sentito amato solo in alcuni frangenti e non ha vissuto una costante relazione affettiva. I genitori hanno sempre mostrato di avere pesanti aspettative su di lui per la necessità di sentirsi importanti attraverso i suoi successi e il figlio non poteva permettersi di deluderli.
Secondo lo psicologo infantile il narcisista è stato un bambino che non si è sentito “visto” e riconosciuto all’interno di una relazione intima, non ha potuto fare l’esperienza di riconoscere i propri limiti attraverso lo sguardo dei genitori e sentirsi nonostante questo accettato e amato nella propria reale natura.
Nel lavoro di psicologia clinica a Torino emerge come il narcisista non conosca sé stesso e viva sempre dietro la maschera di un falso sé grandioso e illusorio, dipendente dai successi e dall’approvazione degli altri. Nel disconoscere le fragilità che gli sono proprie, il narcisista non è consapevole delle proprie debolezze ma neanche delle proprie reali potenzialità. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino questo modo di vivere rende profondamente infelici perché la propria esistenza è una “finzione” anche quando all’esterno si appare come individui realizzati e di successo. Nel mondo interno sono presenti un grande vuoto e un intimo sentimento di solitudine profonda. Nel counseling psicologico con questi pazienti emergono, sottostanti alla facciata, il senso di vergogna e inferiorità in contrasto con l’immagine grandiosa presentata all’esterno e che, per essere sostenuta, porta a vivere una vita in totale distonia con i propri bisogni più profondi. Attraverso la psicoterapia a Torino queste persone hanno la possibilità di affrontare i propri conflitti interiori e i sentimenti dolorosi che li abitano, per essere aiutati a scoprire sé stessi. Abbandonare il “falso sé” che spinge difensivamente a fare scelte sbagliate significa poter gradualmente lasciare l’impalcatura, pesante da reggere, di un’immagine costruita agli occhi di sé stessi e del mondo. Questo delicato passaggio, sostenuto dal lavoro psicologico, può essere difficile ma enormemente liberatorio e l’inizio di una nuova vita, realmente appagante sotto il profilo emotivo. Può trattarsi di un percorso, in alcuni casi, lungo e faticoso, ma favorisce la nascita di una vera autostima e fiducia in sé stessi