Attacchi di panico

Si può definire attacco di panico un episodio di ansia molto intenso, che si presenta tipicamente con un esordio improvviso e di breve durata, anche se ci sono casi in cui può estendersi temporalmente e caratterizzarsi per una successione di crisi di ansia acuta. Si tratta di un’esperienza devastante da un punto di vista psicologico proprio perché irrompe improvvisamente, “a freddo”, in un momento di calma che non ne giustifica l’insorgenza.
La sintomatologia degli attacchi di panico è variabile da soggetto a soggetto. Spesso la crisi esordisce con una crescente difficoltà respiratoria che conduce la persona ad un senso di soffocamento accompagnato da un’accelerazione repentina della frequenza cardiaca, la sensazione di un tuffo al cuore. Di fronte alla percezione di un così rapido e incomprensibile cambiamento del proprio corpo la persona può pensare di essere sul punto di morire. Si possono provare brividi, sudorazione, vertigini oppure nausea legata alla sensazione spiacevolissima di qualcosa che sale dallo stomaco. Inoltre insorge un senso di stordimento e confusione, si possono vivere delle parestesie come le sensazioni di formicolio agli arti; non sono rari i fenomeni di depersonalizzazione in cui non si riconoscono più parti del proprio corpo che appaiono come estranee. In questi casi c’è un’alterata percezione di sé, un senso di irrealtà, e si può provare estraneità verso l’ambiente esterno che appare come profondamente diverso da come lo si conosce. La persona si accorge che qualcosa nella sua percezione si è drammaticamente modificata al punto da temere di non esistere più. Tutto sembra falsato, come ovattato, può insorgere un’accelerazione del pensiero che altera i suoni, le voci, i colori, la luce diventa insopportabile. La persona terrorizzata ha paura di perdere il controllo, perdere il contatto con la realtà e impazzire. In alcuni pazienti le emozioni sono talmente intense da modificare l’afflusso di sangue al cervello con la conseguenza di un abbassamento della pressione fino a perdere i sensi e svenire.

Nel momento più acuto l’attacco di panico è caratterizzato da un crescendo emotivo perché i pensieri e i vissuti angosciosi accrescono i sintomi fisici, e viceversa. In quei terribili istanti il soggetto prova una profonda solitudine e, anche se apparentemente partecipa alla situazione che sta vivendo, in realtà si sente separato dall’esterno, non ascolta nulla, non gli arriva il calore e la vivacità dell’ambiente circostante, si sente del tutto isolato anche se accanto a lui ci sono persone che gli vogliono bene. Quando è possibile contenere l’ansia scaturita dall’attacco di panico, a causa della vergogna, si è portati a nascondere agli altri presenti la propria condizione emotiva e si sente il bisogno di fuggire dal luogo in cui l’attacco di panico ha avuto esordio per cercare un rifugio sicuro. In altri casi invece si chiede aiuto a chi è vicino disseminando spesso paura e preoccupazione tra i conoscenti perché l’intensità dei sintomi fa pensare ad un infarto o a qualche altra patologia organica grave che conduce spesso al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente.
Quando si esaurisce la fase acuta dell’attacco di panico la persona si sente molto provata, stanchissima. Subentra una condizione di esaurimento fisico e psichico, ci si sente esausti perché la crisi appena superata ha sollecitato notevolmente tutto l’apparato fisico della persona, si sente il bisogno di dormire e recuperare le forze perdute. Ma al risveglio riemerge quella sensazione angosciante di insicurezza riguardo al proprio futuro e al rischio di stare nuovamente male.

La maggior parte degli individui che subisce un attacchi di panico ne vive poi altri in seguito. Quando nel quadro di vita del soggetto ci sono degli attacchi ripetuti oppure è presente una grande paura di vivere un’altra crisi di ansia, siamo davanti ad un “disturbo da attacchi di panico” altresì definito DAP. Gli attacchi di panico possono però presentarsi anche in altri tipi di disturbi legati all’ansia quali ad esempio l’agorafobia, la claustrofobia, la fobia sociale, l’ipocondria, ecc. Viene naturale per chi soffre di attacchi di panico associare il rischio di un’altra crisi all’ambiente, alla circostanza o all’oggetto che si ritiene responsabile dei precedenti attacchi d’ansia. In questo modo si cerca di allontanare “la paura della paura”. Anche se inizialmente il meccanismo di difesa dell’evitamento può creare l’illusione di poter controllare il problema fuggendo da alcune isolate situazioni, in seguito ci si rende conto che progressivamente aumenta la lista dei pericoli, tanto da limitare il raggio di azione della persona che si sente sempre più prigioniera della paura e limitata nella propria esistenza, giungendo talvolta a chiudersi in casa per non rischiare di esporsi al rischio di un altro attacco di panico. E ogni volta che si evita un pericolo potenziale aumenta la sensazione di essere psicologicamente fragili. Come psicoterapeuti a Torino abbiamo riscontrato un grande malessere anche nei casi in cui le persone che soffrono di crisi di ansia si sforzano di affrontare gli impegni quotidiani poiché tutte le attività vengono vissute con fatica e si caricano di angoscia per la paura di subire un’altra crisi, con il risultato che non è più possibile vivere serenamente.

Nella nostra esperienza di psicologi a Torino chi soffre di attacchi di panico si vergogna delle proprie paure e può decidere di ritirarsi da tutte le situazioni sociali perché teme il giudizio degli altri, teme di non poter essere compreso perché egli stesso sente come immotivate le proprie reazioni emotive. Spesso i pazienti quando arrivano da noi si sentono soli e angosciati, in balia di un profondo malessere che può travolgerli. Possono insorgere vissuti depressivi, la persona si vive come inadeguata, incapace e diversa da tutti gli altri, con una graduale perdita della propria autostima.

Per la cura degli attacchi di panico è possibile rivolgersi al nostro Centro di psicoterapia Torino e richiedere un colloquio di valutazione: sarà possibile parlare con degli psicologi a Torino in grado di valutare approfonditamente il disturbo portato. Offriamo una consulenza di psicologia clinica che permetta di contestualizzare i sintomi presenti, tra i quali anche gli attacchi di panico, correlandoli alla situazione ambientale e relazionale della persona e al modo soggettivo di vivere le esperienze della vita. Nella cura degli attacchi di panico talvolta può risultare necessario affiancare ad un intervento di psicoterapia un supporto farmacologico. Nei casi in cui nei colloqui conoscitivi ne emerga il bisogno sarà cura degli psicoterapeuti del Centro psicologia Torino suggerire al paziente una visita psichiatrica, in modo che attraverso la collaborazione tra professionisti venga offerto l’intervento di cura più completo al malessere della persona.