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Bambini in lutto

Il lutto in psicologia viene considerato una delle fonti di maggiore sofferenza per l’essere umano, per questa ragione non vorremmo mai esporre i bambini all’esperienza di perdita di una persona cara. La preoccupazione degli adulti nei confronti di un bambino che subisce una perdita importante è comprensibile, così come è naturale aver paura di comunicare al minore una realtà che appare troppo cruda da essere accettata. L’adulto che vuole bene al bambino cerca di proteggerlo, si identifica con lui e teme che non possa tollerare l’angoscia che la morte genera, non sa quali parole scegliere per parlargli, ha paura della reazione emotiva e non sa come aiutarlo, sentendosi egli stesso impotente. Purtroppo non si possono evitare le reazioni dei bambini al lutto, cercando di non far sperimentare loro il dolore per la morte di una persona cara e sperare così di evitare cambiamenti e complicazioni che generano sofferenza.

Al Centro di psicologia Torino si è constatato che in molte situazioni gli adulti, con la speranza di proteggere i figli, tendono a tacere, a nascondere o a mascherare la verità sulla morte di una persona  emotivamente vicina al bambino: tendenzialmente si pensa che siano troppo piccoli per capire, tollerare e condividere il dolore; inoltre alcune persone temono di non essere in grado di gestire eventuali reazioni dei bambini al lutto e di commettere degli errori che provochino ulteriori sofferenze. La morte genera dolore nell’adulto, egli stesso coinvolto emotivamente e in difficoltà nell’accettare l’accaduto, superare un lutto implica infatti un lungo processo di elaborazione, per questo la sofferenza del figlio può risuonare e amplificare i propri vissuti di ansia e depressivi, pensiamo ad esempio quando viene a mancare un nonno o una nonna che sono nel contempo genitori della mamma o del papà del bambino. Tuttavia psicoterapeuti a Torino confermano che il silenzio non svolge un ruolo di protezione per i bambini, perché viene percepito dagli stessi che è successo qualcosa di doloroso e grave senza saper dare senso a ciò che sentono riguardo all’atmosfera che si vive in famiglia, questo può generare un ansia irrazionale e incontrollabile nel bambino, la paura di qualcosa di ignoto, la percezione che “tremi il terreno sotto i piedi” in assenza di una causa decifrabile e comprensibile. Quando il lutto infantile viene taciuto il bambino può sentirsi escluso, ignorato e lasciato da solo con sé stesso. Infatti, anche se non viene esplicitata la sofferenza, i bambini anche piccoli la avvertono attraverso le espressioni del volto, i cambiamenti quotidiani in famiglia come il parlare a bassa voce in modo che loro non sentano e le variazioni di umore degli adulti, spesso infatti è un’illusione del genitore quella di riuscire a controllare tutto nel tentativo di negare ciò che è accaduto. I bambini in questi casi vivranno comunque sentimenti di perdita ma in maniera indiretta nell’identificazione con i genitori, senza la possibilità di mettere in parole le sensazioni e i vissuti che possono essere anche inconsci, in quanto non viene data loro la possibilità di riconoscere le emozioni e di avviare il processo di elaborazione del lutto infantile. Le reazioni dei bambini al lutto in questi casi legate alla non comprensione di cosa stia succedendo sono di confusione e insicurezze che possono cercare di arginare dando personali interpretazioni disfunzionali. Inoltre, il poter mostrare da parte di un adulto i propri sentimenti di dolore rispetto alla perdita, consente ai bambini in lutto di imparare che queste emozioni hanno un inizio, una durata ed una fine: non distruggono. Affrontando insieme a lui la situazione si comunica indirettamente che il dolore è legittimo e degno di rispetto, può essere attraversato e non negato. Al contrario, il congelamento emotivo o l’evitare di mostrare la sofferenza può far sentire il bambino in lutto imbrogliato, generando la percezione di non potersi fidare dei grandi e imparare dall’esempio dell’adulto a non mostrare le proprie reali emozioni.

Come superare un lutto? Come si affronta il lutto infantile?

Quindi, è importante per affrontare un lutto infantile che i bambini vengano accompagnati nel percorso di accettazione ed elaborazione di ciò che è accaduto e vanno sostenuti all’interno di una relazione accogliente e presente e in cui si possa condividere la sofferenza: in un ambiente con tali caratteristiche la morte di un genitore o di un parente stretto non porta per forza ad un blocco evolutivo del bambino, è importante avere fiducia nelle sue possibilità di recupero in quanto possiede dentro di sé le risorse adatte per far fronte alle perdite. Lo psicologo infantile suggerisce di affrontare l’argomento con tatto, adeguando le parole alla possibilità dei bambini di comprendere, tenendo conto dell’età e delle caratteristiche personali, cercando di scegliere il momento adatto e predisponendosi ad accogliere le reazioni dei bambini al lutto. In questo modo il minore avrà la sensazione che si può parlare di ciò che si sente e che l’adulto è lì per lui, potrà lasciarsi andare sentendosi sorretto.

Sicuramente la perdita di un genitore è l’esperienza più dolorosa che un bambino possa provare poiché significa anche la perdita delle sicurezze e di un supporto necessario per la crescita. A causa di tale lutto infantile infatti viene meno il presupposto necessario per la costruzione di un attaccamento sicuro tra il genitore e il figlio: la presenza costante del genitore non è più possibile. Affinché un bambino possa elaborare in maniera autentica una perdita così grave psicologi psicoterapeuti a Torino sostengono la necessità di accettare che questo debba avvenire in un tempo lungo, cioè in un graduale processo che può durare anni e continuare per tutta la vita. Questa consapevolezza da parte dell’adulto è dolorosa e fa sentire impotenti ma non è tutto inutile perchè le reazioni dei bambini al lutto possono essere più drammatiche in assenza di figure di riferimento in grado di sostenere, altresì la condivisione e l’affetto possono permettere al bambino di reggere il dolore e non sentirsi travolto: come psicoterapeuti psicologi a Torino pensiamo che un evento traumatico, purchè adeguatamente elaborato, possa rendere la persona che l’ha subito più forte.

Inizialmente i bambini in lutto anche se vedono che il genitore non è più presente, continuano a cercarlo e a parlargli, immaginandolo molto spesso in tutti i suoi aspetti negativi e positivi. In questa fase psicoterapeuti a Torino consigliano di avvicinare il minore in modo graduale al concetto di morte, cercando di rispettare i tempi peculiari di ognuno e introducendo la realtà a “piccole dosi” per permettere al bambino di accettarla. Le reazioni dei bambini al lutto possono essere molto diverse da caso a caso e possono non coincidere con le aspettative dell’adulto. Alcuni bambini possono ignorare apparentemente la notizia, nel tentativo di negare l’accaduto, altri possono reagire con violenza scaricando la rabbia su chi è presente, oppure piangere disperatamente. E’ importante dare spazio all’elaborazione di eventuali sensi di colpa, sentimenti provati dal bambini in lutto per essere sopravvissuti al genitore, talvolta può essere presente l’idea di averne procurato la morte per averlo fatto arrabbiare o per eventuali pensieri negativi fatti su di lui, o ancora per non esser stati ubbidienti. Lo psicologo infantile nell’esperienza di percorsi di psicoterapia a Torino, conferma che sono presenti rabbia e angoscia anche quando non vengono esplicitamente manifestate. Si capisce così perché i bambini se lasciati soli in questo mare di emozioni non sono in grado di gestire ciò che emerge dentro di loro e le difficoltà possono crescere e perdurare.

Psicologi a Torino informano che gli adulti oltre a dare chiare e semplici comunicazioni riguardo la morte, devono rassicurare i bambini che quello che provano è normale e che la perdita non è avvenuta per colpa loro, anzi era inevitabile. Nel processo di elaborazione del lutto infantile questo permette di recuperare un’immagine interna positiva del parente deceduto, mantenendo una presenza affettiva dentro di sé: in questo modo anche se la perdita è irrecuperabile, tale rappresentazione interna consente di mantenere una relazione continua nel tempo e che muta con il crescere e il maturare del bambino. Lo psicologo infantile attraverso l’esperienza della psicoterapia a Torino ritiene questo aspetto tra i più importanti per superare un lutto perchè permette al bambino di venire a patti con il vuoto, sentirsi meno solo e possedere delle rappresentazioni delle sue relazioni più importanti, elemento necessario nella strutturazione della personalità adulta.

A livello cognitivo il bambino impara il concetto di morte piano piano nel tempo, prima comprendendo cosa voglia dire “mancare” fino al concepire che dalla morte non si può tornare indietro, processo che psicologi a Torino sostengono si concluda verso i sette o otto anni. Lo psicologo infantile sottolinea che prima di questa età i bambini credono che tutto ciò che è bello duri per sempre e soprattutto nei primi tre anni di vita si nega ogni forma di scomparsa perenne. Rimane importante comunque sintonizzarsi sulla singolarità del bambino rispettando i suoi tempi e ascoltandolo, tenendo presente che le reazioni dei bambini al lutto possono manifestarsi anche in tempi successivi alla morte e quanto più il bambino è piccolo possono esprimersi attraverso comportamenti disfunzionali o sintomi legati al corpo e alle funzioni fisiologiche dell’organismo come ad esempio disturbi del sonno o alimentari, non sempre dunque il bambino è in grado di ricondurre il proprio malessere ad un disagio emotivo legato al lutto infantile. A livello emotivo è presente la mancanza e vissuti di ansia e angoscia, anche se non sempre i bambini sono in grado di esprimere tali sentimenti, motivo per cui tendono a manifestare la propria sofferenza attraverso comportamenti e manifestazioni somatiche. Quando all’interno di un percorso di psicoterapia a Torino diventa possibile per il bambino rappresentare attraverso il gioco con lo psicologo infantile la causa del proprio disagio anche la sintomatologia somatica tende a retrocedere lasciando il posto all’espressione emotiva del dolore che è più facilmente avvicinabile e contenibile da chi gli sta vicino.  Da tener presente che le reazioni dei bambini in lutto variano in base a molteplici fattori come l’età, il grado di maturazione personale, la qualità della relazione con la persona perduta e le risorse dell’ambiente sociali in cui vivono. Inoltre, si aggiunge la difficoltà data dal fatto che i bambini non possono fisiologicamente tollerare a lungo tempo il dolore e per questo possono passare in poco tempo da momenti di pianto al ridere con iperattività distraendosi. Può capitare che questi atteggiamenti vengano letti dagli adulti come mancanza di interesse per ciò che accaduto, per questo è importante sapere che non è così.

Al Centro di psicologia Torino si sono evidenziate particolari modalità regressive, ritenute dalla letteratura sul lutto in psicologia abbastanza comuni come reazioni dei bambini al lutto, ad esempio tornare a succhiarsi il dito, avere manifestazioni di enuresi, encopresi, paura del buio, non voler più dormire da soli nel proprio letto, difficoltà di attenzione a scuola, manifestazioni psicosomatiche quali insonnia, non volere mangiare, balbuzie, cefalee, disturbi della pelle, espressioni emotive quali pianto, disperazione, rabbia, inibizione motoria, isolamento e ripiegamento su sé stessi o iperattività. Più in generale possono manifestarsi vere a proprie sindromi come il Disturbo post traumatico da stress, Depressione, Disturbi della condotta.

Questo escursus sulla sintomatologia legata al lutto infantile, non vuole essere fonte di ansia per i genitori ma far comprendere che le reazioni dei bambini al lutto possono essere molto differenti a seconda delle peculiarità personali del bambino e della sua storia, alcuni sintomi possono essere transitori e legati al trauma che si è vissuto. Tali disturbi insorgono come modalità di comunicare un disagio nei casi in cui non c’è la possibilità di esprimere il dolore in maniera più funzionale. Questa incapacità, spiega lo psicologo infantile, può dipendere da limiti strutturali del bambino legati alla sua età e immaturità, possono dipendere altresì dal suo carattere introverso o coartato ma possono anche essere legati all’ambiente in cui il bambino vive e a come percepisce di adulti accanto a lui, se disponibili e in grado di accogliere la sua sofferenza o se chiusi in sè stessi e incapaci di esprimere emozioni; in questi casi parlare del lutto può diventare un tabù familiare e il bambino si adegua alla richiesta degli adulti di non toccare un dolore che appare troppo grande, anche se questa modalità interferisce con i processi di elaborazione emotiva dell’evento traumatico e con la possibilità di superare un lutto.

Nei casi in cui ci si sente impossibilitati ad affrontare il dolore di una perdita di una persona cara e quindi non riuscire a sostenere il bambino in lutto, può essere utile per il minore iniziare un percorso di counseling psicologico o di psicoterapia a Torino, dandogli così la possibilità di confrontarsi con i propri autentici vissuti in una relazione accogliente e stabile nel tempo.

 

 

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