Mese: Aprile 2020

Uno sguardo al futuro post Covid 19

Uno sguardo al futuro Post-Covid19

Riflettendo come Centro di psicoterapia a Torino sulle possibili conseguenze del contagio da covid 19 a cui stiamo assistendo in questi ultimi mesi, emerge il timore che determinate costruzioni sociali ed esperienze emotive, che hanno iniziato a fare parte della vita quotidiana degli individui, possano creare stati d’angoscia e seminare insicurezza, portando a dei cambiamenti radicali e a conseguenze di disagio all’interno della sfera psicologica dei soggetti anche dopo la fine del lockdown.
Ma quali possono essere le condizioni principali che creano scompenso nel vissuto delle persone?

Mancanza di un nemico ben identificabile. Questa caratteristica fa si che le persone non potendo comprendere a pieno la natura del virus vivano una condizione di minaccia e paura indefinita, che può trasformarsi, attraverso meccanismi proiettivi, in una forma di colpevolizzazione “dell’altro” vissuto come un nemico cattivo, e creare la sensazione di essere sotto attacco, in una condizione di perenne rischio. Le emozioni legate al virus e alla sua carica maligna vengono proiettate all’esterno, aumenta la paura dell’altro, che sia esso una persona di cui non ci si può fidare, una situazione, un oggetto (in taluni aumenta talmente il senso di insicurezza da fare insorgere forme ossessive di controllo, nella pulizia ad esempio, per fronteggiare il terrore del contagio). Questo stato crea nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, situazioni di disordine mentale e di perenne accumulo di ansia e aggressività che non possono essere sfogati in sport o attività libera in questa fase di lockdown, né elaborati all’ interno delle relazioni, sedimentando così nell’individuo e strutturando un vissuto di malessere crescente.

Il distanziamento sociale. Sta avvenendo un cambio radicale nelle abitudini dei più, passando da condizioni che potevamo sperimentare tutti noi con una certa naturalezza come la vicinanza agli altri, stare in ambienti ristretti, vivere la folla e momenti di confusione, ad un imperativo categorico: “state distanti”. Tenere almeno un metro di distanza, implica il vissuto di un senso di minaccia nei confronti dell’altro che potrebbe ostacolare la tua vita e quella delle persone a cui vuoi bene. Si potrebbe dire che in men che non si dica il distanziamento sociale, se pur necessario a livello di prevenzione sanitaria, si è trasformato in un vero e proprio “distanziamento affettivo”. Come psicoterapeuti psicologi a Torino sappiamo come il corpo sia da sempre uno dei migliori strumenti di comunicazione insieme alla parola (molte volte anche più efficace perché legato all’istinto e alla sfera inconscia della mente), canale per la trasmissione di affetto e comunicazione emozionale. Come si potrà riconoscere un sorriso dietro le mascherine? Le espressioni del volto, canale comunicativo per eccellenza sono oggi celate, creando una barriera anche alla libera comunicazione delle emozioni. Di fondamentale importanza, dal punto di vista di noi psicologi a Torino, è anche l’isolamento vissuto da singoli, coppie e famiglie di qualsiasi età, costrette a vivere la paura sotto lo stesso tetto e non poter comunicare con l’esterno, ma soprattutto all’interno della propria rete sociale, tutta la sfera emotiva e relazionale viene così impoverita e le persone sono portate a chiudersi in sé stesse.

L’elaborazione del lutto. La natura viscida e contaminante del virus, la sua portata di espansione e i rischi dovuti ad una sua contaminazione fanno sì che non si possano attuare i normali e fondamentali passi nell’elaborazione del lutto. Vediamo tristemente come Centro psicologia Torino che alcune scelte obbligate da parte della sanità (non permettere ai familiari di fare visita ai malati covid19 ricoverati negli ospedali)  e restrizioni decretate dalle normative vigenti (la celebrazione dei funerali in assenza di parenti e amici del defunto) hanno un severo impatto sull’emotività delle persone. Ciò che prima era la normalità, come l’assistere un caro nel travaglio finale verso la morte non può essere vissuto, lasciando un vuoto di dolore immenso, fatto di rammarichi e mancanze. Come psicoterapeuti psicologi a Torino sappiamo come i rituali di accompagnamento all’ultimo saluto di un caro defunto siano anche un modo per elaborare a livello psicologico la sofferenza legata alla morte. Non poter stare vicino ad una persona che soffre nè accompagnarla verso la fine della sua vita, è un’ esperienza altamente traumatizzante per molte persone, che viene vissuta sia dai parenti che dal personale medico, impotente e frustrato per non poter poter consentire nemmeno al saluto finale. Un problema che vediamo presso il Centro psicologia Torino affliggere molte persone in questo periodo di epidemia da covid 19 è proprio relativo all’elaborazione del lutto che viene ostacolata da uno strappo nella separazione dai propri cari defunti, lasciando difficoltà future nell’accettazione della perdita affettiva.
Tutte queste esperienze tendono a creare, all’interno della costituzione psichica del soggetto, un agglomerato di sensazione e attimi altamente traumatizzanti, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino.

Per trauma psicologico andiamo ad intendere qualsiasi evento che il soggetto esperisce come estremamente stressante. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino se l’esperienza traumatica non può essere elaborata spontaneamente e correttamente, può verificarsi un blocco delle sensazioni e delle emozioni del soggetto, oppure l’insorgenza di reazioni emotive che accompagnano il soggetto nel tempo (sensi di colpa, ansia anche sottoforma di attacchi di panico, depressione e sfiducia nel futuro, reazioni psicosomatiche, ecc).
Il vissuto traumatico e la risposta ad esso risultano essere componenti soggettive, al vaglio, quindi, della personalità del singolo.
Traumi molto grandi, per portata affettiva ed emozionale, possono avere, tra le principali conseguenze, quella del disturbo post traumatico da stress (PTSD).
Come vediamo nei percorsi di psicoterapia a Torino il PTSD è una patologia che può svilupparsi all’interno di un quadro contraddistinto dall’ esperienza di un evento catastrofico e violento oppure dall’ accumulo di eventi traumatici anche se di minore intensità, a cui il soggetto può avere assistito e in cui può essere stato coinvolto. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, l’evento può interessare il soggetto stesso o una persona a lui cara e vicina. In questo periodo legato al coronavirus tra le figure che hanno maggior predisposizione a tale disturbo post traumatico da stress troviamo il personale sanitario poiché risulta essere maggiormente esposto all’esperienza traumatica, ma anche tutti coloro che hanno subito un lutto per coronavirus o che sono stati costretti all’isolamento anche rispetto ai propri parenti a causa della malattia.
Il disturbo post traumatico da stress può manifestarsi in forma più pesante quanto più è maggiore la durata dell’esposizione dal trauma, secondo quanto emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino.
Come psicoterapeuti psicologi a Torino tra le sintomatologie principali del disturbo troviamo:
Sintomi di ri-sperimentazione. Il soggetto traumatizzato tende a rivivere, attraverso per esempio dei flashback, gli attimi intensi del trauma. Questo può accadere anche in forma onirica attraverso incubi ricorrenti.
Sintomi di evitamento. Nel tentativo di non risperimentare la sofferenza il soggetto può tendere ad attuare strategie di by-passamento di azioni che vengono associate al trauma, invalidando la routine quotidiana. Le situazioni che si tende ad evitare possono anche essere collegate irrazionalmente all’evento traumatico, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino, ma non comportare un reale pericolo per il soggetto e anzi impoverire gradualmente sempre di più la vita della persona.
Sintomi di alterazione negativa dei pensieri e delle emozioni. Considerando il trauma come un “prima” e un “dopo”, il soggetto potrebbe instaurare delle convinzioni negative riguardo sé stesso e l’altrui persona. Alcune convinzioni vediamo come psicologi a Torino che diventano ossessive e si ripetono nel tempo.
Sintomi di iper attivazione. La modalità difensiva naturale nell’essere umano dell’Arousal potrebbe essere costantemente attivata, portando ad un’iperattività di base conseguente ad un senso di perenne minaccia.
Vien da sé pensare che persone sovraesposte ad atti traumatici, come per esempio il personale sanitario, potrebbero soffrire in futuro di tale disturbo. Disturbi del sonno, irritabilità o scoppi d’ira, comportamento imprudente o autodistruttivo, difficoltà di concentrazione, aumento delle risposte di allarme e iper-vigilanza sono un possibile quadro di reazioni comportamentali utilizzabili in futuro da soggetti troppo stressati che potrebbero interferire con il vivere quotidiano e andando ad intaccare anche la sfera professionale.

Presso il Centro psicologia Torino è possibile richiedere una consulenza psicologica (counseling psicologico) che miri a comprendere quando una sofferenza emotiva è correlata al disturbo post traumatico da stress e quindi risulta necessario un percorso di psicoterapia, che in questo periodo il nostro Centro offre attraverso sedute psicologiche via Skype.

Conseguenze psicologiche del lockdown

Conseguenze psicologiche del lockdown

L’ 11 marzo del 2020, il premier Conte, utilizzando una delle piattaforme online maggiormente utilizzate tra gli Italiani, facebook, aveva firmato e pubblicato il D.L N.9 recante “misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” con le quali il governo dava atto a quanto indicato nella relazione al parlamento, allo scostamento e all’aggiornamento del piano di rientro verso l’obiettivo di medio termine per fronteggiare le esigenze sanitarie e socio-economiche derivante dall’emergenza epidemiologica COVID-19.
Da quel momento il decreto “Io resto a casa” è entrato all’interno delle case di milioni d’Italiani condizionandone lo stile di vita.
Il decreto, esplicito nel significato del suo nome, vietava le attività fuori di casa, chiudeva moltissimi esercizi commerciali e imponeva un ristretto coprifuoco ai cittadini italiani, vietando atti di libertà ritenuti fino a quel momento così abitudinari da essere dati per scontati. Vietati contatti, imposto di non uscire di casa salvo emergenze per tutti i cittadini, imposte distanze di minimo un metro tra le persone, vietati assembramenti e spostamenti non adeguatamente giustificati da una situazione di “comprovata necessità”.
Da quel momento in poi si sono susseguiti altri decreti che, nelle loro forme, restringevano ancora di più le attività da poter svolgere limitando a quelle strettamente necessarie le professioni che ancora potevano restare attive e limitavano il numero degli esercizi commerciali aperti, per garantire uno stop ancora maggiore agli spostamenti. Come psicologi del Centro psicologia Torino abbiamo deciso in quei giorni di chiudere lo studio e fornire prestazioni online, anche se il decreto non imponeva la chiusura della nostra attività, ma responsabilmente abbiamo ritenuto che, salvo in situazioni di urgenza, fosse più opportuno allinearci con le misure di sicurezza, per non favorire spostamenti e assemblamenti, per proteggerci e per non diventare eventuale veicolo del virus verso i nostri pazienti.
La parola d’ordine per fronteggiare l’ascesa del virus è cambiamento.
Il cambiamento è avvenuto all’interno di ogni tipologia di relazione e comportamento, prima in Italia, poi in tutto il mondo. L’impatto di tale cambiamento viene vissuto ancora ad oggi, dopo alcune settimane dal primo decreto, come paradossale da molte persone poiché, implica il passaggio repentino dai ritmi veloci a cui si era abituati ogni giorno, ad un asettico e rigido “attendere” in casa la fine dell’epidemia, cambiamento necessario per limitare il diffondersi del corona virus. Dalla corsa frenetica alla staticità nella propria dimora, il divario e il paradosso diventa netto e, per alcuni, non facilmente tollerabile, come ci viene comunicato nei percorsi di psicoterapia a Torino.
Il sentimento percepito è che, durante l’attesa tra le quattro mura di casa, fuori la natura vada avanti continuando ad alternare le stagioni e le giornate. II rischi della quarantena per la salute fisica e psicologica dei soggetti possono essere molti e non facilmente affrontabili, anche se le limitazioni appaiono a livello sanitario necessarie per proteggere sé stessi e gli altri dal rischio del contagio.
Una situazione di immobilità così alta può portare a sensazioni durature di fastidio e noia, derivanti dalla troppa poco flessibilità all’interno dell’arco della giornata, come emerge nei colloqui di psicologia clinica a Torino che continuiamo a portare avanti in modalità online.
Tale poca flessibilità, e quindi uso non consono dell’energia quotidiana che si ha a disposizione, porta molte persone nella nostra esperienza di psicologi a Torino ad un “lasciarsi andare” sotto più fronti, creando squilibri psicofisici tra cui annoveriamo:
• Perdita di ritmo sonno/veglia, derivante dalla poca energia utilizzata che, potrebbe portare in alcuni soggetti, ad orari prolungati davanti dispositivi come computer e telefoni e che, come conseguenza principale avranno quella di posporre continuamente la ricorrenza del sonno, provocando risvegli  notturni e perdita della produttività dell’intera giornata.
• Nervosismo e ansia persistenti. Chi ha a disposizione poche possibilità di intrattenersi o di lavorare può sentirsi solo e in balia delle proprie emozioni; invece chi condivide la casa con molte persone potrebbe incorrere in stati di nervosismo persistenti, derivanti dal condividere spazi ristretti e tempo all’interno di relazioni obbligate.
• Stati d’ansia. Tali stati potrebbero derivare dalla frustrazione creata dall’impossibilità di poter uscire e, soprattutto, dall’impaziente attesa di un cambiamento che tende a prorogarsi nel tempo. È bene tenersi aggiornati attraverso telegiornali e notizie online senza che diventi un ossessione, poiché potrebbe provocare stati di ansia e pensieri ossessivi rivolti al virus e alla situazione drammatica che si respira fuori.
• Litigi con il partner. Incomprensioni e conflitti con il proprio partner possono aumentare, derivanti da una situazione di stress perenne. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino quando l’essere umano si trova sotto stress e vive conflitti intrapsichici la tendenza è quella di riversare la propria frustrazione nelle relazioni, in un crescendo di azioni e reazioni provocate nell’altro.
È importante comprendere come tali difficoltà non siano anormali, poiché del tutto comprensibili in riferimento al periodo del lockdown.

Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino per ogni soggetto è di fondamentale importanza lo spazio vitale che si ritaglia nell’arco della giornata, avendo la possibilità di affermarsi individualmente nel proprio lavoro e in qualsivoglia contesto di gioco e intrattenimento, che si fa al di fuori delle mura domestiche. Talmente abituati a ciò, non sorprende come una situazione del genere, connotata da chiusura e limitazione della propria libertà, possa creare trambusto e frustrazione all’interno della vita di ognuno. Nei percorsi di psicoterapia online, che il Centro psicologia Torino continua a portare avanti, molti pazienti lamentano un senso di clausura, irritabilità e ansia crescente dovuta al ripiegarsi su sé stessi e all’emergere di antichi conflitti intrapsichici che sembravano ormai superati.
Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino le persone che riescono a trovare un migliore adattamento sono quelle che riescono a prendere il tempo vuoto come fonte di ispirazione per sè stessi, in modo tale da rendere gli attimi che si susseguono utili per il proprio benessere oppure riescono ad investire in attività produttive che torneranno utili per quando tutto ciò finirà.
Per fronteggiare tutte le problematiche viste precedentemente è bene intervenire nettamente all’interno della routine giornaliera, modificando determinati comportamenti rendendoli il più sani possibili.
L’ideale, all’interno dell’arco della giornata, sarebbe mantenere alcune abitudini che avevamo prima del lockdown, come quella di vestirsi quotidianamente, regolare il ritmo sonno/veglia e crearsi una routine di azioni e buone abitudini mper sé e per la propria famiglia.
Per andare incontro a chi ci sta vicino è importante, anche se le dimensioni della propria abitazione sono ristrette, ritagliarsi dei propri spazi, di comune accordo con la persona con cui si divide l’abitazione, che possano fungere da “zona sicura” in cui poter restare da soli con sè stessi nel rispetto della privacy.
Seppur rinchiusi all’interno delle proprie mura, obbligati a stare a contatto con sè stessi molto più frequentemente di prima, vi sono dei soggetti che potrebbero cercare di colmare il disagio indirizzando la propria rabbia a chi si trova all’esterno, ne sono un esempio i trambusti, le polemiche e molte volte gli scoppi d’aggressività verbale, e non, diretti a chi passeggia per strada e a chi sta fuori.
Tale aggressività creata, nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino, dalla fonte di frustrazione primaria derivante dall’obbligo di dover stare a contatto con il coinquilino più difficile da trattare: noi stessi. È importante, proprio in questo periodo delicato, non lasciarsi prendere da tale aggressività, dando sfogo ad atti negativi e controproducenti, bensì dedicarsi alla riflessione, alla lettura, alla visione di film e l’ascolto di musica che possa riconciliare in qualche modo la riflessione stessa, in modo da disinnescare la rabbia, da contenere l’affettività che rischia di fare perdere il controllo, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino.

Come Centro psicologia Torino pensiamo che la solitudine potrebbe essere tra gli effetti più devastanti di questo lockdown. Dare compagnia ad amici e parenti che si conosce essere soli, far sentire la propria presenza attraverso i mezzi di telecomunicazione a disposizione, pensiamo davvero che possa essere di grande aiuto per alcune persone. Chi risentirà di più di questo periodo di solitudine saranno sicuramente gli anziani, non facilmente predisposti all’incontro con la tecnologia. Soffriranno moltissimo le non visite e la percezione del pericolo che potrebbero correre ad uscire fuori casa, la mancanza di contatto, la paura generalizzata e l’impotenza che ne segue.
La solitudine può creare stati d’angoscia tendenti ad una forma più depressiva, come vediamo in alcuni percorsi di psicoterapia online. È importante chiedere aiuto se si vivono delle situazioni del genere e consigliare a chi si conosce di farsi dare una mano se sta vivendo periodo di questo tipo. Per queste ragioni come Centro di psicoterapia e psicologia clinica Torino abbiamo pensato di formulare un progetto che offre un ascolto psicologico attraverso telefonate gratuite con uno degli psicologi psicoterapeuti del nostro staff. Sono molte le iniziative di solidarietà che in questo periodo sono state pensate per coloro che soffrono su un piano psicologico e sentono di non reggere il peso emotivo della situazione di emergenza, a partire dai progetti pensati dall’Ordine degli psicologi.
Un supporto psicologico, in queste circostanze può fare molta differenza e condizionare positivamente la percezione soggettiva e i comportamenti, alleggerendo notevolmente il carico emotivo grazie alla condivisione degli stati affettivi ed emozionali.