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Bambini, corona virus e quarantena

Nella lotta alla prevenzione dal contagio di coronavirus le famiglie si sono viste obbligate alla quarantena e i bambini, costretti a rimanere a casa, sono stati tra i soggetti maggiormente destabilizzati, spiega lo psicologo infantile del Centro psicoterapia a Torino. L’infanzia, contraddistinta dalla fase evolutiva, risulta essere tra le categorie più debilitate dalla situazione di perenne attesa e dall’impossibilità di muoversi liberamente imposta dal lockdown. L’imperativo “rimani a casa”, con il limite, necessario dal punto di vista sanitario, di vivere tra le quattro mura domestiche, crea un paradosso rispetto alle normali attività che un bambino necessita nei primi anni di vita.
L’infanzia, spiega lo psicologo infantile a Torino, è l’età maggiormente caratterizzata dal bisogno di movimento, costituita da esperienze fatte di sensazioni, percezioni, tentativi e fallimenti, che fanno sì che il bambino, tra le attività potenzialmente maturative, vada a ricercare quelle esplorative e di azione. La possibilità di muoversi permettere al bambino di scaricare la tensione, infatti il suo apparato mentale ancora immaturo non è in grado di contenere l’affettività che viene espressa attraverso il corpo. Mente e corpo sono profondamente uniti e si influenzano a vicenda, elemento questo di base della psicologia infantile.
L’esplorazione è componente fondamentale dei primi anni di vita, in cui il minore si addentra nella scoperta del mondo esterno, nel contatto con i grandi e con i pari, andando attimo dopo attimo ad esprimere la sua personalità e a costruire le basi dell’ identità. Gioco, contatto ed esplorazione sono le componenti principali della costituzione psichica del bambino, alimentate maggiormente da un contesto di serenità e di scambio reciproco con l’altro, spiega lo psicologo infantile a Torino. Dove la possibilità di esprimersi attraverso queste modalità venga a mancare, possono insorgere nel bambino dei comportamenti atipici, dovuti alla repressione prolungata del bisogno di muoversi e di esplorare, con conseguenze di disagio sia a livello fisico che psicologico.
Seppur le misure della quarantena dopo il 4 maggio sono state gradualmente attenuate, presso il Centro psicoterapia Torino sono arrivate richieste di consulenza psicologica (counseling psicologico) da parte di genitori preoccupati per problematiche insorte nei loro figli a seguito dell’impossibilità prolungata ad uscire da casa. La routine quotidiana che favoriva l’adattamento del bambino al suo contesto ambientale e relazionale è stata sconvolta dalle misure restrittive, i genitori si riferiscono alla mancanza della scuola e degli altri ambienti di socializzazione a cui i figli erano abituati nelle loro attività ricreative, la mancanza di sfoghi fisici attraverso lo sport e le attività all’aperto. Il gioco, il movimento, la relazione con i pari andavano a strutturare una parte fondamentale dell’esperienza maturativa del bambino che, come un fulmine al ciel sereno, si è vista tolta all’improvviso dalla quarantena obbligata.
Rispondere a questa mancanza di stimoli dipende soggettivamente dalla personalità del bambino. Bambini fisiologicamente meno fisici e che amano attività più tranquille, come ad esempio disegnare, potranno soffrire di meno della mancanza di attività esterne al nucleo familiare, mentre bambini più predisposti fisiologicamente all’azione possono esserne maggiormente turbati. Tra le conseguenze che vediamo come psicoterapeuti psicologi a Torino sono possibili comportamenti di regressione o di aggressività. Il bambino può tornare a manifestare comportamenti riferiti a periodi precedenti d’età o avere manifestazioni aggressive nei confronti di cose e persone, che si evidenziano soprattutto nei più piccoli. Ma lo psicologo infantile indica tra i sintomi che possono emergere in età scolare anche la difficoltà di attenzione e concentrazione a seguito della situazione stressante del lockdown, ecco perché la didattica a distanza può non essere adatta a tutti i bambini; alcuni genitori riportano la fatica da parte dei propri figli a seguire le lezioni online, con l’emergere di atteggiamenti di dipendenza e maggior bisogno di essere affiancati nell’esecuzione dei compiti, atteggiamenti questi presenti anche in bambini che avevano raggiunto un maggior grado di autonomia prima dell’emergenza covid 19 e della conseguente quarantena.
Fondamentale per fronteggiare tali problematiche sarà la predisposizione genitoriale nel comprendere appieno quello che il bambino segnala tramite questi comportamenti.
Tra i problemi da ricondursi a questo stato di disagio, differenti anche in base all’età, che potrebbero essere osservati dai genitori, possiamo annoverare:
• Tornare a dormire con mamma e papà
• Enuresi. Pipì non controllata e fatta addosso.
• Encopresi. Cacca non controllata e fatta addosso.
• Forte irritabilità.
• Somatizzazione tramite mal di testa o mal di pancia che sono testimonianza dell’ansia percepita dal bambino.
• Problemi di sonno e incubi notturni.
• Problemi alimentari.
• Difficoltà di attenzione e concentrazione.
• Difficoltà relazionali in famiglia.

L’isolamento forzato e l’impossibilità di relazioni con i pari porta ad un maggiore disagio da parte dei bambini, perennemente frustrati e impotenti di fronte a quello che accade nel “mondo dei grandi”.
Importante sarà il comportamento dei genitori che dovranno ben comprendere come certi atteggiamenti non siano normali capricci, ma sintomi di frustrazione che possono essere elaborati dal bambino solo nel momento in cui verranno compresi dal genitore attraverso una profonda empatia.
Come psicoterapeuta a Torino che lavora con l’infanzia ritengo inoltre che i bambini siano estremamente sensibili al clima emotivo che si crea in famiglia e in questa fase di chiusura verso il mondo esterno, ancora di più possano risentire di eventuali ansie e preoccupazioni degli adulti di riferimento, in un momento in cui l’epidemia ha comportato nelle famiglie problemi di ordine sanitario, economico ed emotivo.
Come psicologi a Torino riteniamo che tanti bambini sentano inoltre la mancanza di quelle figure di riferimento altre rispetto ai genitori, che normalmente fanno parte della loro vita. Il coronavirus ha diviso le famiglie, allontanato dai legami affettivi, i nonni distaccati dai nipoti, ancora più perché le persone anziane sono maggiormente a rischio di conseguenze gravi, qualora fossero infettate dalla malattia.
Tra gli elementi che i genitori possono tenere in considerazione per migliorare lo stato di benessere del bambino vi è quello dell’organizzazione della giornata, che può ristabilire un certo grado di sicurezza e costanza nella sua vita. Dare una buona organizzazione al tempo e quindi una buona routine è molto rassicurante per i bambini, può essere utile alternare e scandire situazioni di apprendimento a situazioni di gioco e svago.

Un altro comportamento utile a rassicurare i propri figli, spiega lo psicologo infantile, è quello di parlare loro di ciò che sta succedendo, spiegare con parole semplici e comprensibili il perché siano necessari i cambiamenti nel quotidiano, non sempre infatti i bambini più piccoli danno il giusto significato alla situazione e possono nascere fantasie fuorvianti sul perché non si vada più alla scuola materna, per esempio, non si esca più con gli amichetti, non si vada più a trovare nonni e zii. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino alcuni genitori rimangono stupiti quando, parlando col bambino apprendono che, lasciato senza spiegazioni dai grandi, aveva pensato di non essere più voluto da parenti e amici o aveva paura che fosse successo loro qualcosa di grave, solo per portare alcuni esempi…I bambini ascoltano e vedono situazioni allarmanti e non hanno ancora gli strumenti per comprendere, si trovano circondati da una realtà di adulti che non sempre è disponibile a rispondere alle loro richieste e alle loro paure, anche quelle che non sono capaci di esprimere. I bambini vedono gli adulti preoccupati, ascoltano discorsi frenetici, sentono ricorrente la parola “coronavirus”, e a volte i genitori, pensando di proteggerli, li tengono all’oscuro di tutto, non immaginando invece che i più piccoli si costruiscano delle idee.
Tra gli interrogativi principali che si pongono i genitori che chiedono una consulenza (counseling psicologico) presso il Centro psicoterapia a Torino, vi sono quelli inerenti a come riuscire a far comprendere e spiegare la situazione che accade fuori dalle mura di casa ai bambini, senza spaventarli troppo. I minori, seppur piccoli, possono ricevere tante informazioni indirette nei confronti di quello che sta succedendo e interpretare in modo fuorviante messaggi che arrivano dai media o frasi captate ma non comprese correttamente dei discorsi degli adulti. Presso il Centro psicologia Torino spieghiamo spesso nel lavoro di sostegno alla genitorialità come sia fondamentale dire la verità su quello che sta accadendo, senza nessun tipo di negazione o falsificazione per aiutare i figli nelle preoccupazioni che possono insorgere in loro. I bambini riescono a cogliere nella maggior parte delle volte che l’adulto sta raccontando loro una bugia, seppur detta a fin di bene, oppure se sta negando un problema, se ne accorgono da piccoli dettagli nella narrazione, dal volto dei genitori e da tutta la sfera della comunicazione non verbale. L’esperienza che possono trarne è che di certi argomenti non si può parlare e in tal modo sono disincentivati a fare domande per dissipare i loro dubbi, si ritrovano soli con le loro emozioni e non osano esprimersi per non creare disagio e perplessità nei genitori.
Molti studi di psicologia clinica hanno espresso il parere che fin dalla tenera infanzia i bambini sono esposti a quello che viene chiamato “contagio emotivo”. Con tale termine si indica il meccanismo con la quale il bambino può essere “contagiato” dalle emozioni, dall’umore e dai sentimenti degli adulti. Non sorprende quindi come la possibilità di nascondere la verità su quello che sta accadendo può creare dissonanza all’interno della psiche del bambino, spiega lo psicologo infantile a Torino.
Mentire sulla situazione o minimizzarne il problema potrebbe portare ad una incongruenza tra ciò che trasmette in maniera indiretta il corpo e la parola detta, avendo come conseguenza ultima quella di confondere il bambino nella comprensione di ciò che accade in questo periodo legato alla pandemia del covid 19. Questo avviene poiché il bambino, dal primo momento in cui esiste si nutre continuamente delle reazioni del genitore, spiega lo psicologo infantile a Torino, dai suoi feedback facciali e vocali, imparando a conoscere il mondo attraverso l’esperienza del genitore, prima ancora che attraverso la propria.
Come psicologi a Torino con “verità da raccontare al bambino” inerente al covid 19 non intendiamo quella nuda e cruda. Ogni tipo di comunicazione va adattata in base all’età del minore, a ciò che può comprendere ed assimilare. Il racconto quindi, con i bambini in età prescolare, può essere espresso attraverso cartoni o disegni per essere più chiaro ma contenente il nocciolo della verità, andando a rassicurarli nelle modalità da adottare. Fondamentale introdurre il bambino al sistema di prevenzione al coronavirus e all’utilizzo di mascherina e guanti che ai suoi occhi possono avere attributi non positivi poiché, nell’immaginario, possono essere abbinati a qualcosa di minaccioso e temibile. Anche in questo caso come psicologo a Torino consiglio ai genitori di favorire l’accettazione di questi sistemi di protezione abbinando il loro utilizzo a storie e favole, trasformando in un gioco qualcosa di utile e necessario.
I bambini hanno bisogno di sapere cosa sta succedendo, si fidano di mamma e papà ed è da loro che si aspettano spiegazioni e rassicurazioni. Consiglio come psicologo a Torino di non tradire la loro fiducia e rispondere con sensibilità, modulando parole e informazioni a seconda della soggettività del bambino e cercando di tenere viva la speranza.
Il tempo passato insieme ai propri figli durante la quarantena offre nuove possibilità di comunicare e rafforzare il legame. Come psicoterapeuta a Torino credo sia importante che gli adulti abbiamo l’occasione per trovare momenti di calma e per condividere con i propri figli le emozioni rispetto a quanto sta accadendo; questa esperienza può aiutare i genitori ad avvicinarsi al mondo interno del proprio figlio e favorirá nel bambino una maggiore conoscenza di sé stesso, attraverso l’espressione dei propri stati d’animo.
Nella possibilità che il bambino continui a manifestare comportamenti d’aggressione, di frustrazione, di regressione o di disagio psichico può essere richiesta una consulenza a Torino (counseling psicologico) al Centro di Psicoterapia e Psicologia Clinica che è specializzato nel trattamento dei bambini e può essere di aiuto ai genitori in difficoltà.
Attraverso i servizi telematici di videochiamata come Skype e WhatsApp sarà possibile organizzare delle sedute a distanza, anche durante il periodo della quarantena, di counseling psicologico per poter approfondire i problemi del bambino, dare ai genitori uno spazio di comprensione e confronto per sostenere i figli e superare gli eventuali conflitti che stanno vivendo in quel determinato momento.

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