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Violenza sulle donne e violenza domestica

Questo breve articolo ha l’obiettivo di introdurre il tema del femminicidio: che cos’è, il suo significato e perché ancora oggi è molto presente in Italia. I dati riguardo alla violenza sulle donne confermano che nell’ultimo decennio si è assistito ad un aumento di violenza domestica in cui le vittime sono di sesso femminile. Presso il Centro psicologia Torino riscontriamo un crescente interesse sociale per tale tema, anche se nella popolazione aleggia ancora un alone di mistero attorno alle cause, al significato di tali gesti di follia e alle cause che fanno scattare l’azione aggressiva e/o omicida nell’uomo. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino nella maggior parte dei casi tali agiti si scatenano in relazione alla perdita della persona amata: chi commette il reato non è in grado di tollerare la perdita della compagna che nel tempo è diventata una sostituta affettiva di una parte interna, senza la quale l’uomo vive una profonda sofferenza. Si tratta di un rapporto di dipendenza patologica che per l’uomo non può e non deve essere spezzato.

L’aggressività relazionale è frutto di dinamiche intrapsichiche che nell’uomo sono venute a crearsi fin dai primi anni di vita, è centrale l’importanza che assume il ruolo della madre nella crescita del figlio, futuro uomo violento. Le relazioni significative dell’infanzia influenzano nel bene e nel male le relazioni del presente, dunque il significato della violenza psicologica, in un lavoro di psicoterapia Torino, va ricercato nelle esperienze di vita passate: il fatto di non essersi sentiti amati in maniera incondizionata dalle proprie figure genitoriali provoca un dolore psichico e una ferita narcisistica tale da indurre delle difese interne che operano in modo da rimuovere la consapevolezza di tali mancanze. In alcuni casi l’uomo che aggredisce è stato un bambino aggredito o che ha respirato un clima di violenza domestica, come riscontriamo nei percorsi di psicoterapia a Torino. Freud parlava della “coazione a ripetere” riferendosi all’eterno ritorno delle situazioni traumatiche dell’infanzia, a causa delle quali i vissuti rimossi dalla coscienza riemergono in relazione ad altre situazioni che si vengono ad attuare una volta adulti e apparentemente fuori dalle vecchie dinamiche di sofferenza. La violenza psicologica può nascere dall’identificazione con l’aggressore, tema a lungo trattato negli scritti di Sandor Ferenczi, cosicchè un bambino che vive quotidianamente la violenza sulle donne vedendo il proprio padre portatore di una grossa violenza psicologica e maltrattamenti fisici verso la propria madre, può identificarsi con lui attraverso meccanismi difensivi inconsci e diventare un adulto pericoloso. La violenza domestica di domani può nascere tra le mura di una casa in cui sono presenti oggi maltrattamenti e abusi, perchè i bambini si identificano con i genitori sia nel ruolo di vittime sia nel ruolo di aggressori: nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino tali dinamiche disfunzionali vengono interiorizzate per tutta la vita, in assenza di un lavoro di psicoterapia che le renda consapevoli e che aiuti ad elaborare la sofferenza sottostante. Questo non significa necessariamente che un uomo nella cui famiglia d’origine era presente un clima di violenza privata si comporti sulla base dell’esempio ricevuto, ma in assenza di un’adeguata elaborazione psichica vivrà dentro di sè una forte aggressività, anche se potrà riuscire a controllarsi e a non agire comportamenti di violenza sulle donne. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino in questi casi è comunque presente un rischio maggiore di incorrere nella psicopatologia, che può declinarsi in comportamenti a rischio, abuso di sostanze o l’insorgenza di altri tipi di dipendenza, forme di autolesionismo, depressione.

Psicoterapeuti a Torino analizzano le cause principale per cui vengono commessi atti di violenza domestica che possono arrivare fino al femminicidio: il significato alla base di tali tematiche risiede dunque nei traumi non elaborabili subiti in un tempo in cui la persona era indifesa. In questi casi la vittima se inconsapevole del proprio vissuto può trasformarsi in carnefice. La rabbia che il bambino ha dovuto rimuovere diventa distruttività senza fine né scopo: lo psicologo infantile spiega che la violenza in questo senso è una perversione della normale e sana aggressività umana, che svolge un ruolo funzionale per la vita di ogni individuo. Pertanto la distruttività umana è conseguenza di una deformazione della normale rabbia che non ha avuto la possibilità di esprimersi dal momento in cui è stata attivata dall’incapacità delle persone accudenti di provare empatia. Un percorso di psicoterapia a Torino offre la possibilità di recuperare i vissuti rimossi così che non agiscano in maniera così violenta e inconscia nella psiche della persona.

Al Centro psicologia Torino riscontriamo come alcuni uomini sentano l’impulso di uccidere le proprie ex compagne quando si sentono abbandonati, se questa esperienza è stata vissuta attraverso il rifiuto da parte della propria madre, il rischio di una separazione riattiva il trauma primario e fondante. Si riscoperchiano quei vissuti abbandonici antichi non ancora elaborati perché nel momento in cui sono stati causati erano troppo laceranti da poter guardare e sentire. Psicologi a Torino confermano che in genere è la madre ad essere il primo oggetto d’amore del bambino: l’imprinting del figlio si forma nei primi sei/otto mesi di vita quando appunto è la madre a prendersi cura di lui. Quindi, seguendo le teorie accreditate di Bowlby, questo primo attaccamento farà sì che anche negli anni successivi il bambino sia direzionato verso la madre per il soddisfacimento dei propri bisogni di accudimento e protezione. Se tale legame si è formato sulla base di emozioni come la delusione, la svalutazione, sensi di colpa e frustrazione, questo stampo relazionale non si scorderà mai e questi vissuti verranno proiettati sulla propria compagna innescando un particolare e antico schema relazionale, caricato dall’aspettativa di essere prima o poi abbandonati esattamente come nella propria relazione primaria. In un percorso di counseling presso il Centro psicologia Torino è possibile comprendere come e perché la propria figura affettiva attuale venga investita di aspettative e previsioni negative che possono far nascere vissuti di gelosia patologica e comportamenti aggressivi dovuti al bisogno di possesso e di controllo. Nei percorsi di psicoterapia a Torino con queste persone emerge tutta la loro paura di perdere la persona amata, il senso di impotenza nel non poter controllare i sentimenti della partner e la conseguente rabbia e frustrazione che rischia di trasformarsi in violenza privata. Come psicologi a Torino  vediamo come tale sofferenza, pericolosa per sè stessi e per la donna che si affianca all’uomo che ne soffre, non dipenda da dinamiche attuali della relazione di coppia, ha in realtà origine in tutt’altro tempo e luogo.

I dati inerenti sulla violenza sulle donne riportano che anche la società gioca un ruolo importante nell’assecondare la violenza domestica, infatti malgrado i progressi nell’acquisizione dei diritti delle donne la cultura odierna presenta ancora un’impronta maschilista. In alcune aree del nostro Paese è vivo e attivo il concetto di “possesso” della donna, non in tutte le famiglie è presente un’educazione in cui siano equiparati i diritti maschili e femminili, le figlie femmine e i figli maschi vengono allevati secondo principi diversi. La misoginia è presente nelle istituzioni religiose che sono il perno e il fulcro delle istituzioni sociali. Anche se la cultura prevalente condanna l’idea che la donna abbia meno valore dell’uomo e che debba sottomettersi al maschile, aleggiano ancora nella nostra società pregiudizi e idee, non sempre espresse apertamente ma presenti negli atteggiamenti e nel modo di valutare le situazioni, che evidenziano una svalutazione del femminile. Questi motivi  sostengono la possibilità di violenza privata sulle donne ad oggi ancora molto presente nella nostra società.

 

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