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Autismo: la storia

Il termine “Autismo” viene coniato nell’ambito della psicologia clinica intorno al 1940 L. Kanner e parallelamente H. Asperger, descrivendo un quadro con gli stessi comportamenti ricorrenti in cui era stato messo in risalto l’aspetto della solitudine mentale, a seguito della quale il bambino tende a non considerare gli stimoli che arrivano dall’esterno e ha la tendenza a chiudersi nel proprio mondo interno. Come psicologi a Torino vorremmo sottolineare che si tratta di una sindrome che compromette lo sviluppo del bambino oltre che nell’area relazionale e sociale, anche nella comunicazione e nel comportamento. Seguendo gli attuali manuali di neuropsichiatria i criteri diagnostici a cui facciamo riferimento per far diagnosi di autismo sono i seguenti: esordio tra i 18/24 mesi e il terzo anno, mancanza di contatto visivo, modo obliquo di guardare gli oggetti cui i bambini sono interessati in maniera selettiva, povertà di espressioni facciali e gestuali, assenza di linguaggio o uso ecolalico, interessi singolari o ristretti che possono manifestarsi in stereotipie che sfociano, se interrotte, in crisi aggressive verso sé o gli altri, comportamenti impulsivi apparentemente scollegati dagli stimoli del contesto e mancanza di contatto empatico.

L’Autismo è una patologia cui si è dato un nome solo in tempi recenti, tuttavia è stata sempre presente nella storia: se ne possono trovare delle testimonianze in alcuni dipinti medioevali che narrano la storia di un demone che, introducendosi nelle abitazioni delle famiglie, sostituisce il neonato con un piccolo di diavolo. Questa descrizione fa comprendere quali vissuti angoscianti vengano associati al disturbo e come un bimbo che soffre di tale patologia possa difficilmente essere compreso dall’esterno, queste le ragioni per cui  l’ignoranza del tempo portava la gente ad inventare storie di superstizione per esorcizzare la paura. Come psicoterapeuti a Torino riconosciamo quanto ancora oggi l’autismo sia per la medicina e per la psicologia sconosciuto in molti suoi aspetti; per questo motivo la diagnosi di autismo fa riferimento solo a criteri comportamentali che è possibile osservare direttamente da parte del neuropsichiatra. Per quanto la scienza la consideri una sindrome biologicamente determinata, non si è a conoscenza di cause organiche specifiche nell’eziogenesi  dell’autismo e non è stato individuato alcun gene responsabile della patologia. Da alcuni anni psichiatri e psicologi a Torino sono concordi nel considerare che ci possano essere sintomatologie molto simili tra loro che sono manifestazione di varie situazioni patologiche diverse e di diversa eziologia che stanno alla base del disturbo, per questo attualmente si parla di Disturbi dello Spettro Autistico e in questo senso più che cercare di capire cosa sia l’Autismo da un punto di vista qualitativo, risulta più utile concentrarsi sull’aspetto “quantitativo” per poter definire il livello di gravità. Il Centro di psicoterapia e psicologia a Torino reputa questo tipo di diagnosi risulta più funzionale al trattamento e alla possibilità di pensare da caso a caso un progetto mirato di cura.

La storia di questa particolare sindrome è molto variegata e in continuo aggiornamento. Intorno gli anni’70 l’Autismo veniva considerato dagli psicoanalisti americani la conseguenza di un grave evento traumatico dell’infanzia che riguardava il rapporto psicopatologico tra madre e figlio: nella concezione dell’epoca tali bambini venivano considerati come contenitori vuoti in quanto mancanti di qualcosa.

Attualmente tra i vari psicologi a Torino sono ancora presenti alcuni filoni di pensiero che vedono tale patologia infantile frutto della mancanza di una capacità cognitiva che consentirebbe una lettura delle emozioni, desideri e pensieri altrui. In questo senso il bambino sarebbe incapacitato a sviluppare una corretta e sana teoria della mente. La psicologia clinica ha integrato tale teoria ipotizzando anche un’assenza delle capacità di astrazione.

A tali teorie della mente cognitivo-comportamentali si è contrapposto un approccio, sempre nell’ambito della psicologia clinica, che considera maggiormente importanti le componenti relazionali e fondato sul concetto di soggettività primaria: tale visione, sempre nata negli anni’70, ha messo in evidenza che i bambini nascono con una competenza biologica ad entrare in rapporto con la principale figura accudente e da questa principale relazione si possono poi sviluppare altre capacità cognitive e sociali. Considerando questi presupposti Hobson, con la teoria socioaffettiva, ha ipotizzato che l’Autismo derivi da un’incapacità innata di relazionarsi con la madre. Tale impossibilità, porterebbe a non riconoscere gli stati mentali degli altri, alla compromissione dei processi di simbolizzazione, al deficit del linguaggio e al deficit della cognizione sociale. In questo senso la relazione materna non sarebbe vista come causa della patologia, piuttosto un ambito in cui rilevare i deficit primari e una componente biologica importante. Come psicoterapeuti psicologi a Torino seguiamo con interesse questi sviluppi della teoria.

Non essendo state individuate alcune mancanze dal punto di vista organico, le persone con diagnosi di Autismo vengono nella maggior parte dei casi trattate solo dal punto di vista comportamentale, quindi con metodi che consentono di insegnare concretamente ciò che potrebbe essere utile imparare per il paziente, nel tentativo di andare nello stesso tempo ad esaurire i comportamenti indesiderati. Emerge quindi ancora la presenza simbolica della concezione delle persone autistiche come mancanti di qualcosa, una fortezza vuota.

Ci sono tuttavia ricerche scientifiche che adottano una visione differente con la quale il Centro di psicologia Torino si trova in accordo: per capire le cause dell’autismo non è utile individuare singoli moduli comportamentali o singoli geni responsabili, quanto maggiormente riuscire a focalizzare e tenere insieme i vari processi che intercorrono simultaneamente e che stanno alla base dei processi funzionali. Tale approccio della mente ecologico vede i comportamenti come esiti degli scambi comunicativi dei soggetti in questione: il focus diventa quello dei processi che consentono di connettersi tra le persone.

Negli anni’90 c’è stata una scoperta che ha rivoluzionato le conoscenze eziologiche riguardo questa complessa patologia: Giacomo Rizzolatti scoprì i neuroni specchio come base biologica del sentimento dell’empatia. Le verifiche condotte con strumenti specifici quali la tecnica di Imaging a Risonanza Magnetica Funzionale hanno dimostrato che i ragazzi autistici hanno i neuroni specchio funzionanti quanto le persone con uno sviluppo evolutivo nella norma. Tale prospettiva presuppone di considerare il soggetto autistico come un individuo competente nel rapportarsi con altri individui e il mondo, ma in una modalità e in un linguaggio diverso da quello a cui siamo abituati: è necessario per lo psicologo infantile non sopravvalutare la parte razionale dell’interconnessione tra persone e ambiente, spesso la relazione ha a che fare con aspetti irrazionali e inconsci. Come psicoterapeuti a Torino possiamo fare l’esempio di quanto spiegato nella relazione tra la madre e il neonato, fatta di aspetti non verbali anche se carica di comunicazione e interscambi affettivi. Basti pensare al concetto di creatività, intesa come una competenza appartenente a tutti gli individui, che permette di adattarsi a processi di interconnessione diversi a seconda del contesto o dalla predisposizione biologica, accedendo così alla possibilità di dare origine a cambiamenti imprevedibili. E’ importante considerare l’innata e potenziale capacità dell’uomo di adattarsi a seconda delle richieste esterne o interne. In questo senso la patologia viene considerata dalla psicologia clinica a Torino attuale come una diversa modalità di connettersi con il mondo ed è possibile adattarsi a tale modalità.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino pensiamo che in alcune situazioni possano essere utili percorsi di counseling psicologico con i genitori per un progetto terapeutico di sostegno della loro funzione nel tentativo quotidiano che li porta a cercare di capire il loro bambino e il modo migliore di relazionarsi con lui. E’ difficile la connessione con il linguaggio proprio dell’autistico e spesso i genitori si sentono sconfortati e impotenti. Il nostro approccio non va nella direzione di capire esclusivamente cosa manca al bambino, ma il tentativo è nella direzione di entrare in risonanza con la sua peculiare modalità comunicativa che è sintonizzata più su un piano sensoriale che razionale. Il Centro di psicoterapia e psicologia clinica non tratta direttamente il disturbo ma può entrare in un progetto multidisciplinare attraverso la collaborazione con altri servizi e offre supporto psicologico ai genitori di bambini autistici (terapia di coppia genitoriale).

La stanza della terapia

LA STANZA DELLA TERAPIA

La stanza di terapia secondo la psicologia clinica assume una funzione simbolica importante, poichè non è solo un luogo che esiste di per sè, ma uno spazio relazionale in cui paziente e terapeuta si incontrano e condividono determinate regole, dando avvio insieme ad un processo terapeutico. Ai primordi della psicoanalisi, intorno alla fine del 1800, Freud inventò per la prima volta il concetto di setting concreto in cui accogliere il paziente, con precise regole da rispettare, insieme ad un setting mentale, all’interno della psiche dell’analista, lo spazio in cui contenere e custodire ciò che veniva espresso dal paziente. L’approccio psicoanalitico prevedeva la disposizione di una sedia e un lettino in modo che gli sguardi dei soggetti non si incrociassero al fine di favorire la possibilità da parte del paziente di rilassarsi e lasciare andare la mente; successivamente, con Jung, questo assetto venne modificato concependo la possibilità di guardarsi durante la terapia, allestendo quindi due poltrone una davanti all’altra, per migliorare la relazione tra paziente e analista.

Nello specifico, il Centro psicologia Torino concepisce il setting come un assetto mentale oltre che uno spazio concreto, pensato per accogliere il paziente (ad esempio la stanza per la terapia infantile viene allestita dallo psicologo infantile in maniera differente, per andare incontro al modo di esprimersi del bambino). Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino il setting è uno strumento che permette all’analisi di mettere in risalto le caratteristiche della relazione che si crea tra terapeuta e paziente: comprende lo spazio fisico e un insieme di atteggiamenti comportamentali e mentali che consentono al paziente di venire a contatto con le parti interne inconsce, infantili o di difficile avvicinamento perché generano conflitto. Il setting ha una duplice funzione, in primis cerca di creare uno spazio fisico e un approccio relazionale per avvicinare il paziente, metterlo in una condizione di agio e di sicurezza affinchè possa fidarsi e si possa instaurare l’alleanza terapeutica, necessaria e fondamentale per avviare il processo trasformativo della psicoterapia a Torino. Inoltre il setting ripropone seduta dopo seduta uno spazio stabile, che diventa per noi psicoterapeuti un campo di osservazione, lo sfondo da cui poter cogliere i cambiamenti di umore e il trasformarsi della relazione, mettendo in luce i bisogni profondi del paziente che il terapeuta si appresta a comprendere nel processo di cura.

Psicoterapeuti di orientamento psicodinamico utilizzano la relazione come principale strumento di cura, perchè attraverso l’analisi del rapporto con il paziente durante la psicoterapia a Torino, si aiuta la persona a divenire consapevole del proprio funzionamento interno. Una delle funzioni del terapeuta è quella di riflettere come uno specchio le proiezioni inconsce del paziente. Psicoterapeuti a Torino descrivono la proiezione come quel trasferimento inconscio, quindi inconsapevole e non controllabile, di elementi interni soggettivi su un oggetto esterno: colui che proietta vede in questo oggetto qualcosa che non è presente, o c’è solo in piccola parte. Inoltre non sono soltanto le qualità negative di una persona a essere proiettate all’esterno, ma in uguale misura anche quelle positive.

Un altro elemento da prendere in considerazione se si parla di counseling psicologico è quello delle resistenze, sempre presenti in varie forme nei percorsi di psicoterapia a Torino. Queste rappresentano le modalità del paziente di impedire l’accesso alla propria dimensione inconscia perché contenente vissuti troppo dolorosi o perché i tempi non sono maturi. Il Centro psicologia Torino mette in evidenzia che le resistenze possono essere presenti anche nel ruolo di analista, poiché durante la terapia in lui si attiva ciò che è chiamato controtransfert, ovvero tutta una serie di emozioni scatenate in risposta all’atmosfera emotiva del paziente, che è assolutamente necessaria per comprendere appieno il mondo interno di chi si sta raccontando. E’ riferendosi a questa importante parte dell’analisi, Jung introduce la modalità terapeutica vis-à-vis, in cui appunto entrambe le parti sono poste sullo stesso piano, legate in maniera reciproca dal proprio vissuto inconscio. Al Centro psicoterapia Torino è attraverso questa combinazione relazionale che si può andare a creare quella che è un’unità che è la totalità del paziente, resa possibile dal doppio relazionale. In questo senso i due protagonisti della psicoterapia costituiscono una complementarietà in cui ciò che ciascun membro prova è in stretta connessione con quello che prova l’altro e ciò che è importante è quello che accade nella relazione. Come psicoterapeuti psicologi a Torino abbiamo, attraverso la formazione e l’analisi personale, affinato lo strumento del comprendere ciò che accade nel qui e ora della relazione con il paziente e, attraverso l’analisi delle proiezioni del paziente e del controtransfert del terapeuta, si rende possibile la comprensione delle dinamiche inconsce in atto, per aiutare la persona in psicoterapia a capirsi e a non ripetere quei meccanismi che creano sofferenza in lui e nel suo rapporto con il mondo esterno.

Nei percorsi di psicoterapia a Torino la stanza della terapia delimita quindi uno spazio che rappresenta anche uno spazio psichico del paziente, come manifestazione del prendersi cura della propria interiorità, lo spazio in cui si giocano dinamiche affettive tra terapeuta e paziente e l’incontro delle emozioni sia all’interno della relazione che nel contatto con sé stessi. In questo senso, mentre Freud pensava al terapeuta nel ruolo di professionista che doveva in maniera distaccata risolvere enigmi, con Jung diventa colui che è disposto a farsi attraversare dalle stesse ferite provate dal paziente, ad accettare e tollerare insieme a lui il tempo necessario per una trasformazione e vivere immagini e racconti in prima persona, prima di dare interpretazioni.

Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino ciò che è importante nel setting è la presenza dell’altro, anche emotiva, tramite cui è possibile l’incontro degli inconsci.

Tuttavia, i tempi moderni impongono diversi cambiamenti per quel che riguarda la concezione del setting classicamente pensato, aprendosi a nuove richieste di consulenza si presuppongono nuovi modelli di cura: oggigiorno presso il Centro psicologia Torino non arrivano solo richieste di consulenza per iniziare un percorso di psicoterapia individuale ma talvolta la domanda può riguardare il counseling psicologico per comprendere i bisogni di bambini molto piccoli, la richiesta di terapia di coppia, terapia familiare, di terapia di gruppo…ecc…

Una forma particolarmente diffusa e nuova di setting di psicoterapia a Torino è quello attivato attraverso siti internet. E’ una modalità sorta in America a metà del 1900 a causa del sempre più crescente numero di terapie interrotte per i motivi più svariati, che riguardano sia cause di lavoro, di tempo o necessità di trasferimento. Al Centro di psicologia Torino infatti è possibile accedere alla terapia anche via Skype, in modo da avvicinarsi il più possibile alle condizioni di una seduta normalmente concepita. La stanza della seduta viene quindi a modificarsi andando ad acquisire sempre più di relazioni di tipo virtuale, tuttavia anche in questa particolare modalità terapeutica il corpo può manifestarsi attraverso una comunicazione più emotiva. Gli psicoterapeuti del Centro psicologia Torino hanno ritenuto necessario considerare in maniera differente lo spazio reale della stanza d’analisi per adattarsi all’incontro virtuale su Skype, considerando che il tranfert rimane reale in quanto il contatto emotivo tra paziente e terapeuta è reale. Possono tuttavia cambiare alcuni obiettivi terapeutici, se con un setting classico si poteva pensare di svolgere una psicoterapia a Torino incentrata su un lavoro introspettivo e interpretativo, in una terapia online psicologi a Torino tendono a concentrarsi maggiormente su aspetti di supporto e arricchimento delle relazioni andando a concepire la terapia come una focalizzazione su aspetti del qui ed ora della relazione. Ogni progetto terapeutico viene comunque pensato sulla base delle esigenze del paziente, anche se strumenti diversi ci portano come psicoterapeuti psicologi a Tonino a riflettere sul loro uso e sulle possibilità e limiti che essi pongono.

Gioco e socialità

Già nell’antica Grecia si conosceva l’importanza della socialità per uno sviluppo armonioso della personalità: da celebri letture vediamo come Aristotele definisse l’uomo un “animale sociale”, mentre nell’Odissea Polifemo veniva considerato un mostro anche a seguito della vita che conduceva in isolamento e lo portava all’esclusione rispetto al resto della comunità. Psicologi a Torino confermano che il bisogno di relazione è una caratteristica umana che pone le sue radici fin dai primi momenti dell’esistenza, infatti già alla nascita il bambino cerca il rapporto con la madre e molto precocemente  impara ad imitare i gesti delle altre persone, manifestando così una base biologica dell’uomo alla socialità. Verso i due anni, spiega lo psicologo infantile, i bambini riescono a immedesimarsi con le emozioni delle persone intorno a loro, dimostrando di provare empatia. Lo studio della psicologia clinica ha rilevato che per lo sviluppo sociale del bambino è di vitale importanza il rapporto che si viene a creare con i genitori, esso infatti rappresenta la prima e essenziale tappa di conoscenza dell’Altro-da-Sé. Psicoterapeuti a Torino sostengono in maniera unanime che se tale legame di attaccamento evolve in maniera funzionale, allora il bambino avrà la possibilità di aprirsi alla scoperta del mondo e, lentamente, potrà sperimentare la propria autonomia nel regolare gli stati affettivi interni, fino ad arrivare a non avere più bisogno di una figura di riferimento per vivere in maniera funzionale le proprie emozioni. Di conseguenza questi processi evolutivi permetteranno lo strutturarsi in crescendo delle capacità relazionali. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino il bambino apprende, attraverso la relazione con i genitori, come gestire le proprie emozioni, si tratta di un processo di imitazione inconsapevole, proprio come avviene per le altre acquisizioni che riguardano il comportamento.

Nella società odierna viene attribuita particolare importanza alla capacità di socializzare, per essere in grado di adattarsi a qualsiasi contesto, ma il Centro di psicologia Torino ritiene altrettanto rilevante la capacità di stare da soli  con sé stessi;  l’esperienza della solitudine offre la possibilità al bambino di sviluppare qualità più introspettive e riflessive, anch’esse importanti per il benessere psicologico dell’adulto. Il dialogo interno a sé, la capacità di ascoltarsi, sono qualità che spesso nei percorsi di counseling psicologico ci viene richiesto di poter sviluppare attraverso una psicoterapia a Torino. La richiesta nasce dall’esigenza di poter star bene anche quando si è da soli con sé stessi. Molte persone infatti non riescono a stare da sole e vivono con paura l’assenza dell’altro con il rischio di essere dipendenti dal punto di vista affettivo.

Il gioco nell’infanzia assume un ruolo determinante nello sviluppo psico-emotivo e contribuisce in maniera rilevante all’acquisizione di capacità relazionali adeguate, secondo la nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, in quanto è il modo in cui i bambini esplorano e vengono a conoscenza del mondo intorno a loro. Durante la crescita, cambiano le competenze relazionali e anche il modo di giocare si trasforma. Vari autori che scrivonodi psicologia clinica hanno costruito le proprie teorie sulla mente a partire dallo studio delle diverse modalità di gioco del bambino e il loro evolversi nel tempo. Quando ci viene richiesto nel counseling psicologico con i genitori una valutazione del bambino in età prescolare, la nostra osservazione viene fatta attraverso sedute gioco, oltre che per mezzo di test psicologici adatti all’infanzia. Lo psicologo infantile ha la possibilità di riconoscere in questi incontri le diverse modalità di gioco teorizzate dalla letteratura in psicologia clinica.

Verso i 14 mesi, come spiega lo psicologo infantile, compare un particolare tipo di gioco caratterizzato dal “far finta di”, nel quale il bambino attiva la funziona simbolica che permette di fingere che alcuni oggetti acquisiscano le funzioni di altri, un esempio può essere il bambino che gioca a telefonare usando una banana oppure giocare con un peluche o una bambola attribuendo loro la funzione di “altro” con cui ci si relaziona. Nella fase del “gioco parallelo”, continua lo psicologo infantile, i bambini usano lo stesso spazio o gli stessi giochi ma non collaborano tra loro, capacità che riescono ad acquisire solo successivamente passando ai giochi di tipo “associativo” in cui sono in grado di stare realmente insieme ma non sono presenti delle regole condivise e uno scopo comune. Infine, intorno ai 3 anni, comincia ad emergere un gioco realmente cooperativo, come confermato nella psicologia clinica. Da questo momento in poi si cominciano ad incrementare le capacità di stare in relazione in gruppo, l’empatia e la comprensione delle regole comunemente usate. Dai 3 ai 6 anni tutte queste competenze avanzano in maniera considerevole, spiega lo psicologo infantile, e di conseguenza aumentano le relazioni sociali, i conflitti, e così la possibilità di imparare a superare varie difficoltà relazionali.

In tutto questo processo, nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino, risulta di primaria importanza sia l’ambiente familiare che il contesto educativo con cui il piccolo viene a contatto. Presso il Centro psicologia Torino viene constatato come il ruolo dei genitori negli ultimi decenni abbia avuto profondi mutamenti, il primo dei quali riguarda il coinvolgimento ormai quasi paritario delle figure di attaccamento nei confronti dei figli. Dal punto di vista comunicativo c’è stato un miglioramento, è presente negli adulti una maggior sensibilità alla sfera emotiva dei figli, infatti è presente più dialogo tra le parti della famiglia. Il rischio è quello tuttavia di trasformare il rapporto genitori-figlio in una relazione con caratteristiche di tipo amicale, e presso il Centro di psicoterapia Torino riteniamo a tal proposito che le regole e i ruoli siano fondamentali per la crescita sana dei figli. Limiti chiari e stabili infatti, nella nostra esperienza come psicologi a Torino, permettono al bambino di prevedere il futuro, sentendosi così padrone della propria realtà e consentendo di acquisire maggiore sicurezza.

Anche il contesto educativo della scuola assume un ruolo importante nello sviluppo psico-sociale dei giovani alunni: il fatto di stare a contatto con i coetanei durante il periodo di crescita fornisce la possibilità di fare esperienze, e quindi conoscenze nuove. Secondo l’esperienza dello psicologo infantile, attraverso il gruppo di pari, il bambino può conoscere sempre di più sé stesso scoprendo le proprie potenzialità e i propri limiti. Psicologi a Torino sostengono che la relazione con i coetanei favorisca anche l’autonomia, elemento importante nella crescita personale, che i genitori dovrebbero incoraggiare, nel rispetto delle esigenze dei singoli, assecondando l’indole di ciascuno. Queste competenze risultano essere secondo psicoterapeuti a Torino un fattore di protezione nei riguardi della dipendenza da internet e tablet in quanto consentono di migliorare le abilità sociali, che sono una risorsa nella prevenzione dalla depressione e ansia a Torino.

Nell’analisi della psicologia del profondo, Winnicott ha esplorato ampiamente il processo creativo e quanto questo sia fondamentale per lo sviluppo, a partire dall’infanzia, dell’individuo. Un autore Winnicott che il Centro psicologia Torino prende come riferimento nel lavoro di psicoterapia con i bambini. In particolare, egli sostiene che la principale attività creativa alla base del benessere psicologico sia il giocare, evolutivamente la prima nello sviluppo umano, in quanto rappresenta la modalità che i bambini hanno per sperimentare la realtà in forma soggettiva. Nella psicoterapia infantile emerge ciò che ci ha insegnato Winnicott, il gioco è quell’area intermedia dell’esperienza che si situa a cavallo tra la realtà percepita e quella oggettiva. L’attività del giocare ha un ruolo nella ricerca del Sé, portando ad una crescita mentale sana che potrà trasformarsi, negli anni, nell’interesse culturale e artistico. Attraverso il contatto sensoriale il bambino entra in relazione con diversi materiali con cui gioca o crea opere artistiche, percepisce sensazioni, sia con una materia morbida, dura, ruvida, liscia, eccetera. I materiali plasmati nel gioco e nell’arte veicolano i significati dell’opera e il lavoro artistico permette di proiettare e di riconoscere parti di sé attraverso la realizzazione dell’opera. Nel costruire qualcosa di esterno ci si riappropria di aspetti di sè: è proprio attraverso l’esperienza sensoriale della creazione artistica che ogni soggetto può risintonizzarsi con propri vissuti ed elaborarli. Per questo il giocare in senso ampio può essere utile a vari livelli sia nei bambini che negli adulti.

E’ possibile nelle sedute di psicoterapia con i bambini modellare e giocare con vari materiali e questo permette al bambino di sperimentare il proprio effetto sull’ambiente esterno assumendo consapevolezza sul proprio potere, così come di avvicinarsi ai propri limiti, attraverso i rimandi che riceve dallo psicologo infantile. Giocare con elementi primari naturali rappresenta l’incontro con il vero Sé, con cui, quando è presente una sofferenza, è difficile venire a contatto: i traumi bloccano il processo evolutivo, con la conseguente formazione di un falso Sé, come osserviamo nei percorsi di psicoterapia a Torino. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino il gioco consente di rielaborare a livello immaginativo sensazioni corporee e permette l’espressione, tramite i materiali, di vissuti e relazioni interne: consente una trasformazione. Come psicologi a Torino osserviamo che gli stili di attaccamento relazionale traumatizzanti, quindi un ambiente familiare sfavorevole, bloccano la capacità di giocare.

In sintesi è per i motivi sopra spiegati che psicologi a Torino e il Centro di psicologia Torino pongono una certa attenzione all’inserimento del gioco in diversi contesti che siano familiari o educativi in generale: il gioco ha un ruolo basilare nello sviluppo naturale di un senso di benessere personale e nel potenziamento delle capacità relazionali che stimolano la socialità in senso ampio.

Traumi generazionali

Come è noto da molto tempo il trauma psichico se non elaborato influisce sul comportamento di chi lo ha subito, anche quando l’episodio stressante che ne è la causa si è verificato molti anni prima, ma quello che la scienza ha messo in rilievo negli ultimi decenni è l’effetto duraturo del trauma precoce, dovuto alla modificazione dell’espressione dei geni. Il Centro di psicoterapia Torino reputa di grande interesse gli studi di epigenetica, dal greco “relativo all’eredità familiare” che si occupano delle alterazioni dell’espressione genetica conseguenti ad esperienze precoci. Queste scoperte rafforzano dal punto di vista scientifico ciò che emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino, infatti a livello inconscio alcune persone sembrano portare le cicatrici di eventi traumatici riguardanti le generazioni precedenti della propria famiglia, soffrire per un malessere, che sembra essersi trasmesso e che non riguarda fatti che hanno colpito direttamente la persona.

Le neuroscienze e gli studi di psicologia clinica hanno dimostrato che è possibile trasmettere geneticamente i vissuti traumatici: gli eventi altamente stressanti hanno degli effetti dal punto di vista cerebrale e ormonale, andando a creare così delle modificazioni fisiche che inducono cambiamenti sull’individuo anche molto tempo dopo l’evento scatenante, trasmettendosi inoltre da una generazione all’altra, se non adeguatamente elaborati.

Psicoterapeuti a Torino utilizzano il termine transgenerazionale per definire il fenomeno che riguarda la trasmissione di parti della propria vita psichica, immutate nel tempo, alle generazioni future. Con il tempo queste parti  tenute lontane dalla consapevolezza, attraverso meccanismi difensivi inconsci, hanno degli effetti sulla propria attività mentale e non trovando spazi mentali di significato, come l’elaborazione attraverso la psicoterapia, si configurano come portatori di sofferenze percepite come irrisolvibili e senza causa. Il Centro di psicologia Torino ritiene importante mettere in rilievo anche la valenza positiva dei meccanismi messi in luce in questo articolo, ovvero che il transgenerazionale per quanto possa produrre sofferenza, è un’importante modalità difensiva e consente, rimandando l’elaborazione ad un tempo adatto, che ciò che non si può dire e sentire trovi il giusto spazio di ascolto e condivisione.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino desideriamo sottolineare che non è l’evento in sé ad essere traumatico, ma è il vissuto dell’individuo rispetto a quello specifico evento a connotarne la traumaticità, a cui si aggiunge l’impossibilità di connettere un significato all’accaduto e l’assenza di relazioni interpersonali che consentano comunicazione e contenimento di tali vissuti. Come conseguenza del trauma quindi vi è l’attivazione di processi dissociativi che mantengono separati i contenuti emotivi traumatici dalla coscienza, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino. Il transgenerazionale sarebbe uno degli esiti di questi processi, come evidenziano psicoterapeuti a Torino e quindi una risposta difensiva della mente al trauma: in quello specifico momento non è possibile venire a contatto con tali emozioni. La psicologia clinica evidenzia come la conseguenza principale di questa difesa dell’apparato psichico umano è la scissione tra pensiero e azione, così come tra mente e corpo, che agiscono in maniera indipendente e separata, dando adito anche a comportamenti non consapevoli e automatici.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino riteniamo rilevanti gli studi sul cortisolo, che hanno dimostrato come il tasso di tale ormone dello stress nel sangue dei discendenti di persone che hanno subito un trauma sia quattro volte più alto rispetto a chi l’ha vissuto in prima persona: ciò dimostra che dimenticare forzatamente o vietare il ricordo è solo un inutile tentativo di fuggire alla sofferenza che prima o poi dovrà essere affrontata, poiché, in un modo o nell’altro, si manifesterà. I traumi non elaborati dell’individuo, ancor più quando è in atto un meccanismo di negazione, generano malessere nel singolo e il disagio viene trasmesso ai figli. Le manifestazioni di sofferenza transgenerazionale possono assumere diverse forme che vanno dalle somatizzazioni, alle malattie organiche in genere, psicopatologie e malessere psicofisico generale, oppure comportamenti disfunzionali, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino. In particolare quando parliamo degli agiti si evidenzia nell’esperienza del Centro psicologia Torino che in questi tipi di sofferenza vi è la tendenza alla ripetizione coatta di tali forme di malessere, come capita ad esempio negli abusi fisici e sessuali: spesso il figlio “vittima” diventa, una volta adulto, “aggressore” nei confronti della propria progenie. Si osserva che la sofferenza transgenerazionale può manifestarsi con la ripetizione di avvenimenti specifici  come incidenti, manifestarsi nei sogni, presentarsi in una forma di “coazione a ripetere” che riguarda anche i figli della persona che ha subito il trauma. Il corpo è il principale strumento che abbiamo per comunicare con il mondo esterno in quanto “contenitore” di tutto ciò che non può essere detto e pensato; ed è per questo che confermato nella nostra esperienza come psicoterapeuti psicologi a Torino, rappresenta il canale elettivo attraverso cui si trasmettono i traumi transgenerazionali.

Lo psicologo infantile pone in evidenza che il cervello dei bambini è molto sensibile all’effetto degli ormoni stressanti che il corpo produce per affrontare un evento traumatico: il cervello si “indebolisce” diventando maggiormente fragile di fronte agli ipotetici eventi stressanti futuri. Una storia di infanzia negativa lascia una traccia nei geni che regolano la produzione di cortisolo, andando così ad amplificare la sua produzione agli stress successivi. Ne consegue che patologie che si manifestano negli adulti come disturbi d’ansia o attacchi di panico a Torino, così come la depressione a Torino possono avere il loro preludio nelle dinamiche familiari vissute nell’infanzia. In linea generale i figli di persone che hanno subito forti traumi hanno la tendenza ad essere più vulnerabili e meno resilienti.

Il Centro di psicoterapia Torino riconosce come le esperienze psichiche precoci abbiano sempre degli effetti sull’organismo in formazione del bambino. Secondo la psicologia clinica, non è necessario che si verifichino eventi catastrofici affinché vi siano modifiche biologiche, anche le varie forme di trascuratezza infantile possono interferire nello sviluppo perché in un bambino maltrattato dal punto di vista psicologico si riduce il funzionamento nella corteccia prefrontale. In tali casi è facile che una volta divenuto adulto il soggetto abbia maggiori difficoltà emotive e cognitive rispetto ai pari che presentano un passato senza particolari situazioni traumatizzanti, come spesso constatiamo nei percorsi di psicoterapia a Torino. Per contro lo psicologo infantile riscontra che una relazione positiva tra madre e bambino nella prima infanzia è correlata con un buon sviluppo cognitivo ed emotivo del figlio. Nei bambini che vivono un clima sereno in famiglia vi è nello sviluppo cerebrale un aumento del volume dell’ippocampo che è coinvolto in processi di apprendimento e memoria (la ricerca scientifica riscontra una differenza di circa il 10% del volume di tale area cerebrale tra bambini con un’infanzia tendenzialmente positiva e bambini che hanno subito situazioni traumatiche). Quindi lo psicologo infantile conferma che un attaccamento sicuro nei confronti della madre consente al bambino di sviluppare al meglio i propri strumenti cognitivi e affettivi e conferisce maggiore capacità di affrontare le difficoltà.

Un’altra area cerebrale importante coinvolta nei processi emotivi è l’amigdala, che viene chiamata in causa nelle reazioni di paura e fa parte di quelle strutture che si attivano in maniera inconscia. Psicoterapeuti a Torino notano come nei disturbi post traumatici da stress vi sia una compromissione del controllo cosciente sulle reazioni emotive. L’amigdala, quindi, che mantiene i ricordi traumatici in forma sensoriale, risulta iper-attiva: una volta immagazzinato un ricordo negativo in questa area, basterà anche solo uno stimolo che ricordi vagamente il trauma per innescare reazioni di paura andando a creare una vulnerabilità negli adulti per attacchi di panico, ansia e depressione a Torino.

Anche nei colloqui di counseling psicologico emerge che in linea generale gli effetti di un ambiente negligente o violento si riflettono nelle generazioni future, e le neuroscienze ci aiutano a capire come sia possibile dal punto di vista organico. Si tratta di fenomeni epigenetici che tuttavia non vanno a modificare il codice genetico.

Al Centro di psicoterapia, tramite incontri di counseling psicologico o se lo si desidera anche terapia di coppia, familiare o di gruppo è possibile avviare dei processi di cambiamento grazie alla possibilità di cominciare ad attribuire significati al proprio vissuto, alle varie sofferenze che possono arrivare da lontano, all’interno della relazione terapeutica che permette di contenere ed elaborare i sentimenti soffocati o negati nel profondo. Solo così sarà possibile liberarsi dalle catene transgenerazionali e sentirsi liberi di essere sé stessi.

Infine, al Centro di psicologia Torino si ritiene importante mettere in rilievo anche la valenza positiva dei meccanismi messi in luce in questo articolo, ovvero che il transgenerazionale per quanto possa produrre sofferenza, è un’importante modalità difensiva e consente inoltre di far sì che, rimandando l’elaborazione ad un tempo adatto, ciò che non si può dire e sentire trovi il giusto spazio di ascolto e condivisione.

 

Falsi miti della femminilità

Come psicologi a Torino rileviamo come nella società dei giorni nostri molte adolescenti e giovani donne siano influenzate dalla notevole quantità di messaggi che cercano di controllare e condizionare l’identità di genere femminile ai fini di mercato. I media vogliono valorizzare un’immagine ideale femminile centrata su caratteristiche sessuali, seduttive e adultizzanti per rendere desiderabili molti prodotti pubblicizzati. Lo psicologo infantile evidenzia come anche sotto il profilo organico la maturità fisica delle ragazze sia mutata negli anni: se alla fine dell’800 il menarca avveniva verso i 17 anni, attualmente l’età si è abbassata a 12 anni circa. Le cause di tale anticipazione sono da attribuirsi al cambiamento nello stile di vita, sia dal punto di vista alimentare che ambientale e culturale. Alcune ricerche hanno dimostrato come la sovraesposizione ai continui messaggi provenienti dai media sia uno dei fattori socioculturali in grado di contribuire ad uno sviluppo anticipato nelle giovanissime, non solo sotto un profilo psicologico ma anche organico: la numerosità di immagini a contenuto sessuale a cui sono sottoposte le giovani ha effetto sul cervello, poiché attiva ormoni stimolanti degli organi sessuali, co-responsabili di un’attivazione sessuale anticipata. Le neuroscienze con le quali la psicologia clinica si interfaccia, negli ultimi anni hanno scoperto che i contenuti a sfondo sessuale, presenti nella nostra cultura e veicolati anche attraverso le immagini, hanno effetto sull’ipotalamo e sull’ipofisi che rilasciano gonatrotopine, che a loro volta inducono la secrezione di ormoni stimolanti la sessualità.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino siamo in linea con quanto l’American Psychological Association afferma: la sessualizzazione precoce delle ragazze è un fenomeno pericoloso per quanto riguarda la crescita psicologica. Una sessualizzazione femminile precoce è dannosa, secondo lo psicologo infantile, in quanto vengono interiorizzati dei messaggi inconsci negativi che condizionano la strutturazione dell’identità di una preadolescente. Nei percorsi di psicoterapia a Torino emerge più spesso che nel passato la presenza di miti e valori nelle giovanissime in grado di direzionare le loro scelte e i loro comportamenti in maniera poco funzionale al benessere psicologico: ad esempio la convinzione che il valore di una persona dipenda esclusivamente dalla sua sensualità, dal suo successo erotico e dalla sua disponibilità ad essere usata come oggetto sessuale aldilà delle relazioni affettive, o l’idea che il sex appeal e la possibilità di risultare attraenti dipendano esclusivamente dai propri attributi estetici, e ancora che la sessualità sia da mettere in campo anche in contesti e relazioni che risultano essere inappropriate. Al Centro di psicologia Torino in quanto psicologi clinici riteniamo che gli adulti abbiano la responsabilità di proteggere le giovani ragazze da questi modelli di identità di genere proposti dalla società odierna, ponendole nella condizione di poter scegliere realmente chi essere, e come essere e questo è possibile tramite programmi educativi o, per quanto riguarda il nostro campo di intervento, attraverso percorsi di counseling psicologico. Per fare ciò è importante avere ben presente quali sono i falsi miti cui le ragazze e bambine si affidano, per poterli successivamente smontare. Il primo tra questi, nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino, è quello che vede associate bellezza e magrezza (talvolta patologica) nelle donne. I genitori che hanno responsabilità educativa sulle giovani ragazze possono contribuire a svalutare questo falso mito offrendo la possibilità di vedere le cose in maniera diversa, per esempio non ponendo l’attenzione sul peso delle persone;  ad esempio nel lavoro di terapia di coppia genitoriale, quando è presente un figlio che soffre di anoressia, suggeriamo agli adulti di ampliare le categorie di ciò che viene concepito “bello” in modo da includere nei propri ideali differenti tipologie di bellezza, aumentando nello stesso momento la criticità verso alcune immagini diffuse dai media che spesso si collocano lontane dalla realtà che contribuiscono a modificare la concezione di bellezza ideale nelle persone.

Nella cultura popolare pare che per essere donne degne di attenzione altrui sia necessario essere seduttive e ammiccanti ma questo sposta il focus di attenzione sulle qualità puramente esterne ed estetiche delle ragazze riducendole ad oggetti da guardare e giudicare. Come psicologi a Torino  ci troviamo a combattere nei percorsi di psicoterapia contro luoghi comuni molto diffusi e cerchiamo di incentivare l’idea nell’adolescente che il valore delle donne va al di là degli aspetti estetici e seduttivi, ma deve riguardare anche competenze concrete e caratteristiche interiori. Ancora una volta i media come il cinema e video musicali contribuiscono attivamente alla diffusione di questo tipo di visione non funzionale della donna. Il Centro di psicologia Torino nel lavoro svolto all’interno delle scuole, sia con la formazione che nello sportello di ascolto psicologico, cerca di diffondere, tramite programmi educativi, un’educazione affettiva e sessuale sana e vitale, in cui la sessualità sia integrata in maniera funzionale nella propria vita. Inoltre, è importante aiutare le giovani donne ad acquisire in autonomia la capacità di autodeterminazione e autoaffermazione e una comunicazione assertiva e consapevole. Infine, nel counseling psicologico ci troviamo a sottolineare la differenza tra una sessualità puramente libidica e quella relazionale ed emotiva fonte di intimità e coinvolgimento tra partner.

Un’altra falsa idea che ci appare utile sfatare, è quella che vede i rapporti tra ragazze esclusivamente competitivi, anche quando è presente un’amicizia, nel vissuto di alcune adolescenti in psicoterapia a Torino, sarebbe solo per una questione di comodità e facciata. Stando a quanto viene tramesso in numerosi narrazioni che parlano di personaggi femminili, questi sarebbero prevalentemente dominati da sentimenti di rivalità e contrasto per la conquista di una posizione professionale più elevata o per questione amorose. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino le ragazze che hanno interiorizzato tali convinzioni sono spaventate e diffidenti verso le coetanee e vivono a livello profondo un senso di solitudine, anche se ad uno sguardo esterno possono sembrare integrate nel gruppo di pari. Ovviamente per sfatare questo pregiudizio occorre ancora una volta stimolare il pensiero critico delle giovani donne tramite sedute di counseling psicologico, e allo stesso tempo risaltare le situazioni in cui è presente uno stile di cooperazione piuttosto che di competizione, dando sempre meno importanza ad atteggiamenti come lo spettegolare, lo sminuire gli altri o il confrontarsi costantemente iper-attivando sentimenti di inferiorità. Ci accorgiamo nel lavoro di psicologia clinica  che molte ragazze basano il senso del proprio valore sui giudizi superficiali che possono ricevere dal mondo esterno e per questo il loro umore è completamente dipendente dai rimandi dei coetanei. Come psicologi a Torino possiamo intervenire anche nella concezione dei modelli relazionali attuali, in cui il grande Amore appare perfetto, indistruttibile e capace di rendere le ragazze felici in eterno, diffondendo piuttosto un’idea di amore molto più aderente alla realtà. L’adolescenza è un periodo della vita in cui le emozioni vengono amplificate ed è facile idealizzare il grande Amore, ma in quest’ottica molte ragazze possono sentirsi in difetto se la loro relazione di coppia non risulta perfetta, ancor più le adolescenti single possono sentirsi inferiori e tenere di non trovare mai il compagno ideale.

L’obiettivo di percorsi di psicoterapia a Torino in questo ambito è quello di sostenere le ragazze nelle proprie trasformazioni e crescere diventando quello che loro sentono di essere realmente, cercando di svincolarsi dalle proposte attuali controllate dal mercato ovvero di essere “popolari e di successo” che inducono le stesse a divenire precocemente adulte tramite comportamenti a rischio, autolesivi e sessualizzati.

Narcisismo digitale

Il Centro di psicologia Torino si occupa attivamente dei problemi adolescenziali presenti nell’età moderna e riscontra un’incidenza in crescita nella nostra società di tematiche legate all’area del narcisismo. La presenza di un narcisismo sano permette lo sviluppo di una personalità sicura in quanto consente di mantenere un alto livello di autostima. Tuttavia, alcune persone possono manifestare un narcisismo patologico caratterizzato da un alto livello di ossessività verso sé stessi e verso il proprio aspetto, una dipendenza dalle conferme del mondo esterno al fine di mantenere l’equilibrio interno, che pure appare precario nei percorsi di psicoterapia a Torino. Tali tratti della personalità, che emergono sempre di più dal lavoro di psicologia clinica con gli adolescenti, vanno dalla tendenza a considerarsi persone speciali, al cercare di manipolare e sfruttare le altre persone per scopi personali, fino alla mancanza di empatia nei confronti della propria sofferenza e quella degli altri che, come psicoterapeuti psicologi a Torino constatiamo nei casi più preoccupanti. Presso il Centro psicoterapia Torino riconosciamo in tali problematiche lo specchio della nostra cultura, infatti il narcisismo pare che rappresenti il male più diffuso nella società dell’oggi: vi è un culto assoluto e unico della bellezza e la chiave della felicità viene considerata il possesso dei beni materiali. Inoltre, viene esaltata l’importanza della fama rispetto alla dignità verso sé stessi, conseguenza di un generale indebolimento dei legami autentici con gli altri e la comunità.

In questa era narcisistica psicologi a Torino  vedono una particolare espressione di questa tendenza all’egocentrismo: il narcisismo digitale. Esso si manifesta in un bisogno costate di presenziare in internet, ad esempio nei social media, con la necessità di mostrarsi attraverso l’uso della nuova tecnologia che, quando viene usata bene permette l’espressione di sè, ma se abusata può diventare uno strumento di dipendenza patologica. Nei percorsi di psicoterapia a Torino con gli adolescenti ci viene raccontato come questi mezzi siano necessari allo scopo di ottenere ammirazione, conferme e complimenti infiniti, di cui si sente di non poter fare a meno. Tratti narcisistici sono presenti da sempre nella fase adolescenziale, come riporta lo psicologo infantile: in questa fascia di età è normale essere più centrati sui propri bisogni con la tendenza a non riconoscere ad esempio gli sforzi che possono essere fatti dai genitori nei propri confronti, come da sempre vediamo nei percorsi di terapia di coppia genitoriale; come fa parte di questa fase evolutiva la necessità di sentirsi accettato e apprezzato dal gruppo di pari, poichè l’adolescente per costruire una buona immagine di sè deve sentirsi riconosciuto nella propria identità in formazione. Ma proprio perchè l’adolescente ha peculiari sensibilità nell’area narcisistica rispetto all’adulto rischia di rimanere vittima di una cultura che non aiuta a superare questi tratti, ma tende invece ad esaltarli, ostacolando l’evoluzione verso un sentire più maturo. Nel superamento della fase adolescenziale troviamo giovani adulti in grado di riconoscere i propri limiti, accettarli e divenire capaci di stare nelle relazioni con gli altri decentrandosi da sè; questo non avviene quando la personalità si struttura nella direzione del narcisismo.

Presso il Centro psicologia Torino  vediamo che la personalità con forti tratti narcisistici senta il bisogno di emergere e lasciare un segno personale nella massa: sente l’urgenza di fuggire dai propri sentimenti dolorosi, vissuti come insopportabili, cercando dagli altri continui apprezzamenti che gli permettano di negare le emozioni sottostanti, il proprio senso di inadeguatezza e la paura di vivere. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino alla base di questi sentimenti, a livello inconscio, ci sarebbe la paura della morte; con l’obiettivo di prenderne le distanze si attiverebbero tutta una serie di meccanismi difensivi tesi a negarla, quali il sentirsi onnisciente, onnipotente, comportandosi in modo egocentrico. Un percorso di psicoterapia a Torino favorisce l’elaborazione della sofferenza che è presente in molti adolescenti a rischio di diventare adulti narcisisti, mentre il virtuale permette a questi adolescenti di sostenere i sintomi di cui sono vittime inconsapevoli, di non considerare i propri limiti e la propria corporeità, per questo internet rappresenta un mondo ideale per esprimersi. Presso il Centro psicoterapia Torino arrivano sempre più spesso richieste di consulenza psicologica (counseling psicologico) per dipendenza da internet in adolescenti e giovani adulti, a riprova del fatto che un mezzo tecnologico così potente e con grandi potenzialità di sviluppo come la rete, deve essere utilizzato con coscienza fin dalla giovane età, come sottolinea lo psicologo infantile.

Una caratteristica chiave del narcisista, come si è ribadito in precedenza, è il suo essere poco empatico, ciò significa che ha un deficit nel comprendere gli stati psicologici degli altri e non riesce a  vivere sulla sua pelle il dolore di un’altra persona, tutto ciò collegato con una difficoltà di stare in contatto con i propri sentimenti: questo tratto della personalità viene definito in psicologia clinica “alessitimia”. La difficoltà di ascoltare il proprio dolore causa l’incapacità a verbalizzare le emozioni provate, con poca possibilità di lasciarsi andare all’immaginazione e porta con sè una modalità comunicativa fredda, come emerge nelle prime fasi dei percorsi di psicoterapia a Torino con questi pazienti. Non potendo comunicare come realmente si sente, non può neanche chiedere aiuto, di conseguenza nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino vi è nel narcisista un costante stato d’animo di solitudine e abbandono dato dalla mancanza di comunicazione emotiva.

Da varie ricerche in psicologia, i cui risultati riscontriamo nella pratica clinica presso il Centro di psicoterapia Torino, emerge che esiste una correlazione positiva tra l’utilizzo di Facebook e i tratti narcisistici di personalità. Come psicologi a Torino rileviamo che questo tipo di struttura di personalità tende a utilizzare molto i social media, probabilmente perché è una modalità che permette al narcisista di ottenere molte conferme che nutrono la sua autostima. Sempre dalla ricerca in psicologia emerge che un deficit nell’empatia è correlato ad una maggiore tendenza a fare uso dei social media: è probabile ad esempio che Facebook induca a centrarsi maggiormente sulla propria immagine, preoccupandosi di come appare il proprio profilo, tanto da rinforzare l’incapacità di comprendere prospettive differenti dalle proprie. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino intensi livelli di sofferenza emotiva aumentano la tendenza a navigare su internet: i narcisisti sono alla ricerca di una via di fuga dalla realtà quotidiana, Facebook si configura quindi come una modalità adatta per compensare un disagio psicologico. Come ci viene riportato nei percorsi di psicoterapia a Torino, la navigazione online ha un effetto di sedazione temporanea della sofferenza dovuta a difficoltà relazionali e questo spiega perchè venga utilizzata in dosi massicce da chi presenta questo tipo di disturbo, rischiando di creare dipendenza. Non si può negare che la facilitazione del campo relazionale sia anche uno degli effetti positivi dell’uso dei social media e che rinforza il loro utilizzo, soprattutto nei giovani, permettendo un ampliamento delle modalità di comunicazione con gli altri. Ma come psicoterapeuti psicologi a Torino pensiamo che gli strumenti tecnologici che consideriamo una risorsa sociale possano essere utilizzati in modo poco funzionale da chi presenta una fragilità nella sfera affettiva e diventare complici dell’insorgenza di un disturbo. Nel counseling psicologico con gli adolescenti emerge come internet abbia creato l’opportunità di nuove forme di comunicazione, ampliando i confini fisici imposti dalla distanza reale, l’opportunità di ricontattare persone perse di vista da tanto tempo, oppure di conoscere nuove persone con le quali condividere le affinità. I rischi che accompagnano queste facilitazioni e che si confermano nei percorsi di psicoterapia a Torino riguardano l’aumento delle difficoltà a relazionarsi nel mondo reale, finendo con allontanare gli individui piuttosto che avvicinarli. Come Centro di psicologia a Torino riteniamo dunque che sia importante che i nuovi mezzi di comunicazioni vengano utilizzati come facilitatori ma non come sostituto delle relazioni personali. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino i ragazzi che tendono a passare molte ore al giorno al computer rischiano di allontanarsi dalla vita concreta, distanziandosi anche da sé stessi. La persona che presenta una sofferenza ha la possibilità attraverso internet di costruirsi un’identità fittizia, decisa a tavolino e molto distante dalla realtà, configurandosi piuttosto come un’identità ideale nella quale riconoscersi e ricevere l’apprezzamento degli altri virtuali, che spesso non sanno di relazionarsi in un campo di finzione. Come vediamo presso il Centro di psicologia clinica Torino questa è una delle manifestazioni del Falso Sè di cui possono soffrire le persone con tratti narcisistici. Il falso Sè diventa una maschera nella quale riconoscersi e mostrarsi quotidianamente agli altri, al fine di mantenere lontane le reali emozioni dolorose provate nel profondo e allontanandosi sempre più pericolosamente da sè stessi.

Voler diventare madre

L’Italia negli ultimi anni è agli ultimi posti nelle statistiche demografiche e questo risultato è conseguenza di un drastico calo della natalità, i cui motivi sono di varia natura e vanno dalla crisi economica e conseguente disoccupazione, all’incertezza della vita moderna, alla crisi del sistema familiare, che come psicologi a Torino osserviamo quotidianamente nel lavoro di psicologia clinica. Tuttavia, questi elementi non bastano a giustificare il calo delle nascite e lo psicologo infantile  e gli psicoterapeuti del Centro psicologia Torino si interrogano su questa tematica sociale cercando in questo articolo di mettere in luce le motivazioni psicologiche che inducono sempre più donne a mettere da parte la sfera della maternità.

Dagli anni 70 in poi nella mente femminile ha iniziato a prendere spazio una radicale critica alla società, al tempo prevalentemente maschilista e patriarcale, protesta che si è evoluta in una dimensione più concreta con la creazione del Movimento delle donne per iniziare ad attuare e promuovere cambiamenti per quel che riguardava la posizione subordinata della donna rispetto all’uomo. L’obiettivo che le nuove generazioni  femminili hanno iniziato a porsi fin dall’adolescenza era ed è quello di perseguire le proprie potenzialità, andando oltre il contesto casa e famiglia, come spesso emerge nei colloqui di psicoterapia a Torino. I cambiamenti culturali hanno spinto le giovani donne a divenire indipendenti, a studiare e ad aprirsi alla possibilità di fare carriera a discapito della vita casalinga. Presso il Centro psicologia Torino durante vari percorsi di counseling psicologico emerge come alcune donne per potersi realizzare nella sfera professionale tendano ad occultare altre parti della femminilità, come quella materna che, ad oggi viene sempre più rinviata, con conseguente aumento il fenomeno della sterilità: posticipare la gravidanza aumenta il rischio di diminuire la fertilità della donna. Sempre più spesso in questi ultimi anni arrivano presso il Centro psicologia Torino richieste di aiuto psicologico da parte di donne che soffrono a causa della condizione di infertilità legata alla loro età biologica e nei percorsi di psicoterapia portano i vissuti di depressione e impotenza di fronte all’impossibilità di avere un figlio.

Come psicologi a Torino del Centro di psicoterapia, riconosciamo come alcune donne non riescano a contattare la propria dimensione materna e come molte adolescenti non riconoscano il valore di diventare future madri e in una società in cui questo lato tende ad essere svalutato, nell’immagine di sè assume importanza assoluta il successo professionale, non sempre facile da raggiungere in un tempo di crisi economica. La sfera familiare viene messa da parte a favore del successo sociale e il progetto di famiglia non viene portato avanti a fianco della relizzazione di altre sfere della propria personalità, così sempre più spesso oggigiorno il desiderio di avere un figlio emerge prepotentemente per molte quando tempo biologico è agli sgoccioli. Come osserviamo presso il Centro psicologia Torino nella nostra società aumenta il numero di donne che fanno ricorso alle cure mediche e alle tecniche di fecondazione assistita per poter realizzare il proprio sogno di diventare madre, scontrandosi con i limiti dell’età, e con tutta l’ansia e le difficoltà che un tale percorso può comportare, nell’incertezza che tali cure diano un riscontro positivo. Nei percorsi di psicoterapia a Torino emergono la sofferenza e il senso di inadeguatezza delle aspiranti madri che non riescono ad avere un figlio, ma per la trattazione di queste tematiche rimandiamo ad un altro articolo del Centro psicologia clinica Torino.

Inoltre, psicologi a Torino evidenziano come la gestione della gravidanza venga sempre più delegata ai medici, dandole valenza solo negli aspetti fisici e concreti, contribuendo ad aumentare l’ansia a Torino delle giovani madri che non sentono accolta la transizione psicologica che questo importante evento richiede. Come psicoterapeuti a Torino sottolineiamo l’importanza di vivere l’attesa della nascita del figlio con speranza e aspettative positive, ma spesso accade che al contrario il periodo di preparazione al parto viene vissuto con fretta e molte ansie. E’ opportuno che tale spazio non sia vissuto come un momento vuoto, ma al contrario dovrebbe essere intenso di vissuti e fantasie, anche le normali paure possono essere elaborate, poiché questo permette alla madre di accogliere il bambino al momento della nascita in maniera più calda e vivere il cambiamento in maniera meno brusca. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino la gestazione del bambino non è solo fisica ma anche psicologica e permette di prepararsi alle grandi trasformazioni che la nascita di un figlio comporta nella vita della donna, permette di aprirsi alla sfera della maternità non solo in termini concreti ma anche affettivo relazionali, per il benessere è necessario che possa essere vissuta e non negata. Diventare madri non è solo un evento biologico e meccanico ma comporta una trasformazione profonda a livello di identità nella donna, come constatiamo nel lavoro di psicologia clinica a Torino. E’ utile che la nascita del bambino sia preceduta da un periodo di preparazione psichica affinché la relazione inizi nella maniera adeguata, questa elaborazione accade per via naturale nella gestante, alimentata dallo scambio relazionale con il proprio partner e con i familiari, talvolta sostenuta dai percorsi di preparazione al parto suggeriti in ambito sanitario. Ma in alcuni casi, magari a causa dello stress o in seguito ad altri problemi di natura psicologica, la donna è bloccata nella possibilità di elaborare i vissuti legati all’evento della gravidanza, rendendosi necessario un percorso di psicoterapia a Torino. Il rischio, altrimenti, è quello di vivere la gravidanza come un compito da portare a termine in maniera distaccata, senza entrare nella profondità dei vissuti e senza poter aprire uno “spazio mentale” per il bambino che sta per arrivare. Quello della nascita è un momento importante perché la madre conosce effettivamente il proprio figlio aldilà delle proprie fantasie. Tuttavia, già durante la gravidanza madre e figlio sono profondamente in sintonia ed è importante che la donna sia connessa alle proprie emozioni per poterle elaborare per entrambi, in quanto eventuali traumi vissuti dalla gestante non possono che riperquotersi nella relazione con il neonato dopo la nascita. Dal nostro lavoro come psicoterapeuti psicologi a Torino emerge come la relazione madre bambino nelle prime fasi del suo sviluppo possa incidere notevolmente, perchè l’apparato psichico ancora immaturo del neonato non è in grado di elaborare e digerire le esperienze a cui va incontro. I problemi di natura psichica che possono presentarsi in una neo mamma dopo la la nascita del bambino sono di varia natura, prima tra tutte la depressione post- partum, come rileviamo nei percorsi di psicoterapia a Torino.

Al Centro psicologia Torino siamo dell’avviso che la donna non ha bisogno di imparare a diventare madre perché è già potenzialmente madre, deve piuttosto riscoprire dentro di sé il proprio materno per poterlo successivamente agire attraverso la relazione con il bambino e questo di norma avviene in maniera spontanea nella maggior parte delle situazioni. Ma se ciò non accade è possibile stimolare e accompagnare le trasformazioni adatte in un percorso di psicoterapia a Torino.

Una grossa preoccupazione di tipo sociale legata alla maternità è il tema delle gravidanze precoci. Psicologi a Torino rilevano che nella nostra società le adolescenti che incorrono in una gravidanza spesso hanno alla base una situazione psicosociale di rischio in correlazione a difficoltà di tipo relazionale e individuali di diverso genere. Da varie ricerche è emerso che nella nostra cultura le ragazze che portano a termine una gravidanza in età precoce spesso hanno uno stile di vita caratterizzato da abbandono scolastico, promiscuità sessuale, abuso di sostanze e prospettive occupazionali scarse. Al Centro di psicoterapia Torino si ritiene che quando una giovane donna la cui vita è complicata di per sé, si indirizza verso esperienze impegnative che richiedono una presa di responsabilità notevole, come una gravidanza, i rischi a cui va incontro sono notevoli: possono insorgere grandi difficoltà sia per sè che per il figlio, e la propria situazione di disagio psicologico si può accrescere. Talvolta la gravidanza in giovane età viene cercata attivamente con lo scopo inconsapevole di appagare i bisogni affettivi, lasciati insoddisfatti dalla propria famiglia d’origine, questo evidenzierebbe la necessità di rivolgersi a psicoterapeuti a Torino per risolvere le sofferenze che stanno alla base di comportamenti non risolutori di un problema. In questo senso la maternità precoce viene vista da numerosi psicologi a Torino come una asincronia evolutiva: in un momento in cui dovrebbe esserci spazio, tempo e risorse spesi per le trasformazioni legate al periodo dell’adolescenza, vi è una sovrapposizione di compiti, determinando una doppia crisi di tipo evolutivo. I cambiamenti emotivi, cognitivi, fisici, comportamentali e relazioni sono quindi gestiti da una doppia organizzazione: una che pertiene al funzionamento adolescente e l’altra che riguarda i bisogni affettivi legati all’esser diventata madre e queste due diverse modalità rischiano di entrare in conflitto. Ad esempio, per quel che concerne il rapporto tra pari, se l’adolescente ha bisogno di intensificare questo tipo di relazioni per allontanarsi dalla famiglia e costruire un’identità indipendente, in un ruolo di madre si avverte la necessità di rinsaldare le relazioni con i propri genitori per ricevere un sostegno affettivo. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti a Torino si delineano così delle situazioni molto complesse, il cui il rischio è quello di bloccarsi nel proprio percorso di maturazione psichica, con una compromissione dell’adattamento personale o l’insorgere di disagi che possono manifestarsi in una depressione post-partum o con una differente sintomatologia.  Dal punto di vista della maternità tali difficoltà possono interferire nella costruzione del proprio Sé materno, compromettendo lo stile parentale, con il rischio di instaurare un legame insicuro o disorganizzato con il figlio, come possiamo constatare nei percorsi di psicoterapia a Torino.

Le ricerche di psicologia clinica rilevano comunque che circa un trenta per cento della neo-mamme in età giovanissima rientra in una modalità di sviluppo nella norma, manifestando quindi nei confronti del bambino un accudimento funzionale. Emerge l’importanza per psicologi a Torino di individuare le variabili che stimolano la resilienza nelle adolescenti neo-mamme. Nella nostra esperienza presso il Centro psicologia Torino e nel confronto con la letteratura su questa tematica si evidenziano dei fattori che possono favorire la ragazza che diventa madre a costruire un buon Sè genitoriale: un’adeguata autostima, la possibilità di fare affidamento su relazioni positive, il rinvio di successive gravidanze, aver avuto la possibilità di finire gli studi e non per ultima la possibilità di elaborare i cambiamenti a cui come mamma si va incontro, sono tutte caratteristiche che contribuiscono ad un buon sviluppo dell’adolescente che deve affrontare una gravidanza. Nel caso non fossero presenti questi elementi o fossero carenti è opportuno intraprendere un lavoro terapeutico in un contesto di counseling psicologico che rappresenti per la paziente un buon supporto emotivo. La giovane puerpera necessita di una relazione in cui ricevere sostegno e che permetta di stabilire un legame che stimoli l’autonomia, che faciliti la transizione dal ruolo di figlia a quello di madre e quello di giovane adulta. Focalizzarsi e incrementare i processi di maturazione della ragazza, accompagnarla nel cammino dell’individuazione insieme al potenziamento delle modalità parentali e dell’identità genitoriale sono tutti elementi importanti da valorizzare in un percorso al Centro di psicologia Torino che miri alla preparazione della nascita di un figlio di una madre adolescente.

Il cambiamento terapeutico

La famiglia è un sistema all’interno del quale si esplicano diverse dinamiche relazionali tra i suoi membri e viene mantenuto un certo equilibrio complessivo. Il cambiamento per l’essere umano è sempre difficile perchè richiede un adattamento diverso e per questo va incontro a resistenze emotive: nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino la tendenza a conservare lo stato quo della situazione vale sia nella dimensione individuale che nei rapporti interpersonali. Talvolta all’interno dei nuclei familiari sono presenti modalità disfunzionali di relazionarsi, che fanno soffrire i suoi membri, ma che risultano utili a mantenere alcune dinamiche, come riscontriamo presso il Centro psicologia Torino nel lavoro di terapia familiare. Ad esempio una modalità per evitare di affrontare il cambiamento è la tendenza diffusa a cercare di persuadere un membro della famiglia che in realtà non prova quello che sta cercando di comunicare: la disconferma dei sentimenti altrui viene attuata nell’ intento di non affrontare situazioni che provocano sofferenze, sminuendole. Psicologi a Torino confermano che qualsiasi cosa accada a qualcuno in un determinato momento ha un impatto sull’emotività e la sensazione provata non è annullabile, per questo motivo i tentativi di sminuire o evitare emozioni dolorose hanno la sola conseguenza di allontanare dalla soluzione del problema. La persona che si trova in difficoltà si trova costretta a negare ciò che prova, sopprattutto se è debole e tende ad accettare la soluzione proposta dall’esterno e, come rileva lo psicologo infantile, questo spesso accade al bambino di fronte al genitore da cui dipende affettivamente.

Se annullare un sentimento doloroso non è possibile neanche con l’aiuto di un professionista, ciò che possiamo cambiare in un percorso di psicoterapia a Torino è il modo in cui si vede e si pensa sé stessi, come si vive quello che ogni giorno succede e come si percepisce il proprio passato e la propria storia: il dolore può essere elaborato e trasformato, far meno male e in molti casi rendere anche la persona più forte. E’ importante cioè, in un ambito di counseling psicologico, cambiare il significato attribuito a sé stessi e al proprio passato, in alcuni casi comprendere e dare un senso per la prima volta ad aspetti di sè prima inconsci. Modificare la narrazione della propria storia, cioè guardare le cose in una prospettiva diversa, consente anche di correggere diversi aspetti personali come il modo di comportarsi, di percepire le emozioni e di pensare. Talvolta la vita presenta situazioni che in maniera naturale permettono l’evolversi del problema perchè si riescono a superare conflitti interiori e affrontare momenti di difficoltà grazie alle proprie risorse interiori e relazionali; diversamente, percorsi di psicoterapia a Torino sono utili a favorire il cambiamento, soprattutto se il sintomo governa la vita della persona e si perde la percezione del controllo personale. Per poter avviare dei cambiamenti della propria vita è utile la presenza di un’altra persona perché la sola ragione e intuizione del singolo spesso non bastano: un soggetto esterno competente può aiutare a vedere le cose sotto altre prospettive grazie alla presa di coscienza della situazione o di emozioni inespresse, come constatiamo nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino.

Nella terapia familiare vediamo che il cambiamento è possibile quando un problema viene analizzato in una visione triadica. Un sintomo che si manifesta in un comportamento disfunzionale, assume un significato per la persona che esprime una sofferenza e va compresa in questo senso, ma è anche utile capire che funzione ha quel sintomo all’interno del nucleo familiare e vedere come il problema cambia di significato se si cambia la prospettiva da cui lo si osserva. Ciò vuol dire che se da un lato il comportamento distruttivo ha la parvenza di qualcosa che si vuole eliminare, da una prospettiva più ampia si può comprendere come questo stesso assuma un significato relazionale e abbia una certa utilità in quel particolare contesto in cui si manifesta, ad esempio potrebbe avere un ruolo chiave nel mantenere le dinamiche familiari e non sconvolgere un equilibrio preesistente. Questa è la ragione per la quale nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino spesso le persone desiderano cambiare ma non riescono a farlo con la sola forza di volontà. Domande importante da porsi all’interno della terapia familiare sono: a cosa serve il sintomo in questo contesto e in questo momento di vita? A quali cambiamenti si andrebbe incontro se il sintomo dovesse regredire?

Come psicoterapeuti psicologi a Torino diamo particolare rilievo alla storia personale di ogni individuo raccontata e interpretata in maniera personale e monadica. In psicoterapia lo sguardo esterno e più oggettivo del terapeuta, che mantiene comunque una partecipazione affettiva con il paziente, permette alla persona di prendere distanza dalle proprie emozioni e comprendere quanto le storie di altre persone con cui si è interagito abbiano influenzato l’andamento degli eventi e la percezione dei propri vissuti. Quando si sperimentano determinate emozioni nel lavoro di psicoterapia a Torino, si diventa consapevoli di quanto siano state interiorizzate modalità di gestire gli affetti, non sempre funzionali, da persone che sono state importanti nella nostra infanzia, infatti le dinamiche della propria famiglia d’origine lasciano un’ impronta nel soggetto che tenderà a riprodurle nelle relazioni della propria vita, come spiega lo psicologo infantile. Ma non siamo consapevoli di quanto l’inconscio possa condizionare la nostra vita, di quanto il passato possa riprodursi nel presente, per questi motivi il cambiamento non è facile. In questo senso si capisce quanto possa essere utile chiedere una consultazione (counseling psicologico) presso il Centro psicologia Torino quando come genitori si sente che il clima familiare respirato quotidianamente dai propri figli non è sereno. Iniziare una terapia familiare  significa innescare la possibilità di un cambiamento, per migliorare la qualità dei rapporti familiari e dunque il benessere personale di ognuno.

Un altro ingrediente importante che viene migliorato attraverso una psicoterapia a Torino e che facilita i cambiamenti è una buona comunicazione, sia essa con sé stessi, il che significa imparare a non negare aspetti di sè, che con gli altri, in quanto consentono e sono necessari alla costruzione della propria realtà. Il linguaggio adottato dal Centro psicologia Torino considerato adatto a stimolare cambiamenti è quello che “fa sentire” prima che far capire, per quanto le due funzioni non si debbano escludere a vicenda; come psicoterapeuti a Torino pensiamo che sia il sentimento a permettere di modificare i propri pensieri e cognizioni e non il contrario. A volte le persone arrivano presso il Centro psicoterapia Torino avendo ben chiaro cosa non sta funzionando nella loro vita, ma capire cognitivamente non significa poter cambiare affettivamente. Inoltre, una buona comunicazione influenza i rapporti relazionali e questo a sua volta induce cambiamenti emozionali. Nel lavoro di terapia di coppia ad esempio, i due partner imparano a comunicare ciò che sentono, a dare significato e importanza alle proprie e alle emozioni dell’altro, questo assetto mentale sia personale sia di coppia permette il cambiamento e il superamento di stati di malessere.

Come psicoterapeuti psicologi a Torino sappiamo  che l’uomo è naturalmente e istintivamente resistente ai cambiamenti, in quanto cerca sempre di mantenere un equilibrio raggiunto, a prescindere che questo produca più o meno sofferenza. La difficoltà principale sta nel fatto che una vecchia modalità, anche se provoca sofferenza, è comunque conosciuta e questo garantisce un senso di rassicurazione, opzione automaticamente scelta dal nostro cervello rispetto all’imbattersi nel non conosciuto e nell’incertezza. Per aggirare certe resistenze il Centro psicologia Torino, all’interno di uno spazio sicuro, si pone l’obiettivo di promuovere, in una psicoterapia a Torino, cambiamenti molto lenti e graduali, tanto da sembrare oscillazioni consuete, in modo che il soggetto non si spaventi. Inoltre, in tali percorsi al Centro psicologia Torino, grazie ad una buona alleanza terapeutica è possibile vivere un’esperienza emozionale di vicinanza che consente un cambiamento nei modi in cui il soggetto percepisce il mondo esterno e la realtà circostante, dandogli modo così di correggere, successivamente, le proprie modalità relazionali. Tendenzialmente è un obiettivo che nelle terapie al Centro psicologia Torino viene perseguito in maniera spontanea e causale.

Psicologi a Torino affermano che quando sono presenti dinamiche familiari che creano sofferenza è importante non stare in una situazione di immobilità e non farsi fermare dalle abitudini e dalle resistenze. Tuttavia, va ricordato che non è necessario cambiare sempre e comunque: bisogna avere l’accortezza di saper distinguere cosa invece va accettato, dal momento che all’interno di un nucleo familiare ogni persona ha i suoi limiti. Una terapia familiare mira a modificare la sfera delle relazioni ma non sempre è sufficiente  a permettere al singolo di elaborare i conflitti che pertengono al proprio mondo interno e che si riattivano nel rapporto con gli altri, in questo caso si ritiene più utile un lavoro di psicoterapia individuale.

 

Nascita della vita psichica e relazionale

Comunemente si è portati a pensare che all’inizio di tutto ci sia l’unità, e che successivamente si origini il doppio e la molteplicità della vita. Tuttavia, come sottolineano diversi psicoterapeuti a Torino, la genesi dell’individuo avviene grazie al periodo in cui il bambino è in ventre alla madre: solo dopo la separazione dal doppio è possibile diventare singole persone. Tornare alle origini significa ricontattarsi in quella scissione originaria, come la chiama Galimberti, ma fare ciò non è possibile in quanto è solo grazie al doppio che è possibile vedere e assumere consapevolezza, poiché è l’Uno che vede l’Altro. Infatti è grazie alla separazione che è possibile un dopo da cui guardare indietro. La coscienza quindi si origina e sviluppa grazie al duplice che permette di interrogare l’Uno e l’Altro: il singolo non può conoscersi se non ha qualcuno a cui chiedere e che può vederlo, come dimostrato dalla letteratura in psicologia clinica. Si può dire che il doppio insinua il dubbio che permette visioni diverse e sguardi diversi; permette l’esistenza degli opposti: il bene esiste in quanto si concepisce il male, la notte e il giorno…

La relazione quindi si configura come elemento necessario alla vita e risulta importante anche nella cura di diverse problematiche individuali. La psicoterapia a Torino si basa sulla relazione in quanto dinamica fondamentale per qualsiasi tipo di sofferenza, ad esempio per la cura della depressione a Torino, la cura degli attacchi di panico e in generale per l’ansia poiché in un contesto di couseling psicologico, l’Uno promuove la crescita dell’Altro.

Al Centro psicologia Torino tramite la psicoterapia per l’individuo è possibile sviluppare coscienza di sé grazie alla crescita, nel corso del tempo e delle sedute, di uno spazio interno chiamato “io osservante” costituito appunto di una parte di sé che consente di guardarsi dall’esterno. Avere coscienza di noi stessi tramite psicoterapia a Torino è possibile quindi grazie ad un’auto osservazione generata da uno “sdoppiamento” interno. Nel lavoro di psicoterapia a Torino è all’interno della relazione con lo psicoterapeuta che il paziente si sente visto ed accettato nelle proprie fragilità e proprio grazie all’interiorizzazione dello sguardo dell’altro può iniziare a riconoscere aspetti di sè prima inconsapevoli alla coscienza. Si pensi, inoltre, all’identità individuale: lo psicologo infantile conferma che essa non ci è data alla nascita, dipende anzi in larga misura dallo guardo dell’altro: è grazie alle persone esterne a noi che ci costruiamo un certo senso di identità più o meno positivo. Lo psicologo infantile spiega come il bambino attraverso l’identificazione con le persone importanti della propria vita e nel rapporto con il mondo esterno costruisce  la propria identità. Questa constatazione è importante per comprendere che l’individuo si origina dalla relazione, quindi dall’Altro e quindi dal doppio.

Come Centro psicologia Torino pensiamo sia importante fare riferimento alla relazione madre e figlio: se nell’utero materno il bambino è la madre, solo dopo la nascita ha la madre e questo passaggio permette l’evoluzione psichica. Tali evidenze vengono confermate oltre che dallo psicologo infantile, anche dalla ricerca scientifica e dalla psicologia clinica: durante la gravidanza si rileva una connessione fisica e biologica particolarmente forte e continua tra la gestante e il bambino. Psicologi a Torino mettono in luce quanto sia graduale il passaggio di stato che avviene alla nascita, sia per il figlio che per la madre: il legame simbiotico serve a mantenere un contenitore esterno per il bambino appena nato e viene a rappresentarsi nell’abbraccio materno. Dopo la nascita il legame simbiotico tra madre e figlio viene ricreato a mantenuto grazie ad una spinta di ritorno alla situazione originaria: vi è una pulsione biologica e affettiva alla fusione. In sedute di psicoterapia a Torino emerge che tale spinta viene a rappresentare una “coazione a ripetere” che ha la sua influenza per tutta l’esistenza dell’individuo, in particolare si fa più evidente nelle relazioni amorose in cui la spinta a cercarsi e fondersi rappresenta la fantasia motrice dell’amore tra partner. Infatti, nelle relazioni d’amore l’individuo cerca di trovare la propria totalità dell’Altro nel tentativo di ricomporsi all’unità primaria.

Negli anni successivi alla nascita, inizia poi un graduale processo di separazione. Nel complesso, questo fondamentale processo procede con oscillazioni continue tra unione e allontanamento e può accadere che si creino fissazioni o regressioni in alcuni momento da considerarsi, secondo lo psicologo infantile, fisiologiche. Al Centro psicologia Torino si ritiene piuttosto che la patologia emerga dal momento in cui vi è un chiaro blocco evolutivo che non permette al bambino di coinvolgersi in nuove esperienze oppure al contrario quando non si instaura un senso di confidenza e adattamento alle abitudini giornaliere.

Se la relazione di attaccamento e accudimento tra madre e figlio viene costruita in maniera sana, l’autonomia verrà raggiunta come si è detto, tramite prove ed errori, cioè oscillazioni, ma il suo ottenimento non è scontato. Nello specifico Psicologi a Torino sottolineano che il legame tra madre e figlio per avere esiti positivi deve essere caratterizzato da sicurezza, costanza e non invasione. Solo se vi è un appagamento dei bisogni affettivi del bambino allora è possibile procedere nel percorso che porterà ad un distacco armonico tra i soggetti. In una relazione sana, spiega lo psicologo infantile, vi è una graduale separazione che procede negli anni della crescita del bambino e accompagna l’assunzione di autonomia affettiva del figlio che si completa solo al termine dell’adolescenza. Questo importantissimo traguardo può portare con sé sentimenti di vuoto e nei casi in cui la sofferenza sia soverchiante o nel caso in cui si sia instaurato un blocco evolutivo che non permette la crescita dei due individui separati e differenziati, è utile colmare questi vissuti tramite un counseling psicologico che permette di attivare un’efficace comunicazione tra le parti, al fine di instaurare un ponte di collegamento per esprimere affetti e sentimenti provati.

Psicologi a Torino confermano che le esperienze infantili, in generale, fungono da modello inconscio per tutta la vita dell’individuo influenzando quindi il suo comportamento. Può accadere ad esempio che ci si identifichi con una figura genitoriale o con un fratello o sorella di cui si è subito le violenze, perpetrando agli altri sofferenze subite in prima persona. Inoltre, le esperienze traumatiche precoci possono costituire un ostacolo ad un’esistenza soddisfacente sia per vissuti  dell’infanzia non elaborati, sia se si è stati troppo soddisfatti nei vizi tanto da generare la convinzione che tutto sia dovuto, un atteggiamento dei genitori che può portare a sviluppare una personalità narcisistica nei figli e la difficoltà di accettare i limiti che inevitabilmente la vita pone.

Presso il Centro psicologia Torino è possibile richiedere una consulenza (counseling psicologico) quando si sente che un problema di natura relazionale abbia portato all’insorgere di una sofferenza nella persona, in modo da poter riconoscere ed elaborare eventuali conflitti che l’individuo sente di vivere nel proprio mondo interno e che gli impediscono un rapporto soddisfacente con il mondo esterno esterno a sè.

 

Aver paura

La paura è un sentimento fisiologico, che ha la funzione di proteggere l’uomo di fronte ad un pericolo ma è anche presente come sintomo in numerose psicopatologie, è un elemento costante nei disturbi dello spettro fobico. Psicoterapeuti a Torino hanno constatato che nelle fobie la paura è continua e relativa ad oggetti, animali o situazioni che oggettivamente non possono essere considerati fonte di pericolo. Cosa c’è allora dietro questo vissuto? Nei percorsi di psicoterapia a Torino emerge come dietro ad una fobia, considerata come un sintomo di difesa, sia presente un’angoscia diffusa, un senso di inadeguatezza di fronte alla vita. Infatti, fa parte di questa patologia percepire la realtà esterna come pericolosa e sé stessi come deboli e incapaci di affrontarla, un po’ come sentirsi molto piccoli di fronte a situazioni che appaino insormontabili da affrontare. Psicologi a Torino rilevano che le persone che soffrono per questa condizione si sentono senza filtri e percepiscono in ogni momento la fragilità dell’esistenza umana.

Quali sono i legami che la persona fobica costruisce nelle relazioni? Presso il Centro psicoterapia Torino, nella cura degli attacchi di panico, lavoriamo con pazienti che soffrono quotidianamente di paure.  Nel counseling psicologico emerge come questi individui, per fronteggiare la profonda insicurezza che percepiscono nel mondo interno, hanno la tendenza a legarsi a partner che, dal loro punto di vista, possano garantire loro una sicurezza emotiva, sviluppando talvolta una dipendenza affettiva; mentre altre volte all’opposto, emerge in psicoterapia a Torino, la tendenza a non voler creare un’intimità affettiva, proprio nel timore di legarsi troppo e non poter più far a meno dell’altro. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino le persone che soffrono per la paura tendono ad evitare situazioni che non conoscono, per proteggersi dall’imprevisto o da ciò che sentono di non poter controllare. Tuttavia, l’esperienza interiore di questo tipo di sofferenza non si limita alla paura del nuovo: vi è un perenne conflitto tra dipendenza e autonomia, sperimentando sia il desiderio di spingersi verso ciò che fa paura, ma allo stesso tempo c’è la necessità di proteggersi da qualcosa di troppo spaventoso. Al Centro psicologia Torino si è evidenziato che spesso persone che soffrono di fobie hanno avuto nell’infanzia una figura di riferimento genitoriale iperprotettiva che non permetteva loro di percepirsi capaci di essere indipendenti dal legame di attaccamento. Come conseguenza di questa ansia a Torino, una volta divenute adulte queste persone avranno la tendenza a rifuggire i legami stabili o profondamente coinvolgenti per non risentirsi minacciati da un legame soffocante, pur sentendo nel contempo la necessità di sostegno costante. Da ciò emerge nel counseling psicologico con questi pazienti, che nelle loro famiglie d’origine si considerava come un valore lo stato di autonomia e indipendenza, ma allo stesso tempo non veniva loro dato al figlio modo di sperimentarsi e rendersi via via più autonomo dai genitori, di imparare ad instaurare relazioni intime realmente libere, in cui sentirsi indipendenti. I pazienti riferiscono in psicoterapia a Torino di aver ricevuto nella loro educazione l’insegnamento che per essere una persona apprezzabile e di valore è importante acquisire l’autonomia e non dipendere dagli altri, ma nel contempo nella loro esperienza affettiva hanno sentito i genitori molto controllanti e in ansia quando loro cercavano di fare o di decidere da soli e il messaggio sottostante a questo atteggiamento è stato di sfiducia nelle proprie reali capacità. Come psicoterapeuti psicologi a Torino riconosciamo come una tale relazione genitore bambino renda quest’ultimo insicuro e dipendente, per paura di sbagliare o di non essere in grado di affrontare i compiti evolutivi in autonomia. In questo modo il bambino si trova a dover mantenere la relazione di attaccamento soffocante per sopravvivere, a discapito della propria immagine, che assume definizioni negative per sé stessi, dal momento che l’autonomia è un valore molto apprezzato nel suo contesto familiare. Lo psicologo infantile mette in rilievo che in queste famiglie vengono trasmesse modalità relazionali disfunzionali, nelle quali esplorazione e attaccamento si escludono a vicenda. Nella nostra esperienza di psicoterapeuti psicologi a Torino sarebbe invece importante che l’adulto riesca a trasmettere al bambino la propria vicinanza affettiva ma lasciandolo nel contempo libero di staccarsi, esplorare l’ambiente, diventare gradualmente autonomo. L’ansia della sintomatologica fobica a Torino enfatizza proprio questo conflitto: nel momento in cui si cerca di staccarsi dai legami vissuti come vincolanti ci si sente fragili e non capaci di affrontare il mondo. Si instaura così una lotta contro i propri sintomi, sentiti come vergognosi. Nella psicoterapia a Torino emerge come l’insorgenza del sintomo risulta essere funzionale a questo conflitto interno perchè costringe il paziente fobico alla dipendenza relazionale, ristabilendo anche nell’età adulta lo stesso tipo di legame sperimentato nell’infanzia, permettendo alla persona di sentirsi più al sicuro, mitigando i vissuti legati ad una pessima immagine di sé poichè la persona non decide di rinunciare all’autonomia, è costretta a farlo. Presso il Centro psicologia Torino riceviamo molte richieste di consulenza (consuling psicologico) da parte di persone che vivono costantemente la paura di affrontare situazioni relazionali, ad esempio al lavoro, oppure a recarsi da soli in luoghi affollati come ad esempio il supermercato o ancora a sentirsi in trappola quando sentono che un luogo è senza via d’uscita (ad esempio i mezzi di trasporto); la loro vita risulta invalidata da queste fobie e spesso necessitano di essere accompagnati per riuscire a sentirsi al sicuro fuori casa. La motivazione alla psicoterapia a Torino deve essere forte perchè il lavoro terapeutico abbia efficacia: inconsciamente lasciare il sintomo significa perdere il diritto ad essere costantemente affiancati da qualcuno ed espone quindi a vissuti angoscianti legati alla sensazione di non farcela da soli in un mondo vissuto come pericoloso.

Un percorso di psicoterapia a Torino è molto consigliato, anche perché tendenzialmente le persone che chiedono aiuto per tali sintomi instaurano una buona collaborazione con il terapeuta e sono disponibili a farsi aiutare. E’ necessario che il paziente primariamente accetti la propria parte fragile senza negarla, senza identificare il bisogno di dipendenza affettiva come qualcosa di vergognoso, concependo i poli indipendenza e dipendenza come su un continuum molto graduale, senza scinderli. Questo fa sentire al paziente in psicoterapia a Torino di essere gradualmente più forte e la remissione dei sintomi diventa possibile.

Nei casi in cui invece l’angoscia sia generalizzata e non proiettata su un’unica situazione o oggetto, si ha un’altra tipologia di sofferenza: la paura sfocia negli attacchi di panico. Viene specificato dal Centro psicologia Torino che questa patologia si configura come una paura che si attiva da reazioni psicofisiologiche normali del proprio corpo, si teme quindi la perdita di controllo su di sé e che la paura aumenti sempre di più fino a morire o impazzire. Come psicoterapeuti psicologi a Torino sappiamo quanto la persona che ha vissuto un attacco di panico sia terrorizzata all’idea di ripetere l’esperienza e si instaura la paura della paura e la tentazione sempre più forte ad evitare tutte quelle situazioni ritenute “a rischio” di causare un nuovo attacco. Le limitazioni che la persona si impone a scopo preventivo possono essere molte con una conseguente limitazione molto ampia della propria libertà d’azione. Negli ultimi decenni sono stati registrati dal Centro psicologia Torino un numero elevato di persone che chiedono una consulenza (counseling psicologico) aiuto per questa sofferenza, infatti nel 2000 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato essere la più frequente psicopatologia nella popolazione. Psicologi a Torino ritengono che questa notevole diffusione sia causata anche dalla tendenza delle famiglie moderne a iper-proteggere i figli, negando loro di confrontarsi e misurarsi con le paure e le difficoltà. Infatti la cura degli attacchi di panico in terapia individuale, o anche in terapia familiare, consiste nel mitigare l’immagine angosciante della realtà percepita come pericolosa e  modificare il rapporto che la persona con essa, non più barricandosi in una posizione difensiva.

Psicologi a Torino considerano molto importante identificare le paure tipiche degli individui tenendo in considerazione il periodo di sviluppo che stanno affrontando affinché si possa avere una comprensione profonda dei significati del sintomo. Ad esempio alcuni adolescenti di queste ultime generazioni al Centro psicologia Torino pare che soffrano di blocchi evolutivi causati da ferite narcisistiche. Nello specifico, l’epoca storica in cui stiamo vivendo pone ai giovani obiettivi irraggiungibili, in cui la performance conta più di qualunque altra cosa. La fragilità narcisistica che ne deriva fa sì che questi ragazzi basino la propria autostima sull’approvazione altrui, come emerge nei percorsi di psicoterapia a Torino. Questo genera grosse difficoltà a concepire e accettare fallimenti e frustrazioni, considerati intollerabili. Alla base di questi meccanismi può esserci da parte dei genitori una confusione di identità: i desideri e le aspettative dei genitori si confondono con quelle dei figli, impedendo loro quindi un’autonoma individuazione e allontanandoli da quello che sentono e vogliono personalmente. Detto in altre parole quando le aspettative genitoriali e sociali vengono percepite dall’adolescente come troppo elevate rispetto alle proprie possibilità o troppo distanti dalle proprie attitudini nasce l’ansia di non essere all’altezza e la paura di venir rifiutati se non si riesce ad essere come i genitori vorrebbero.

In un percorso di psicoterapia a Torino è importante, affinché si riesca a fronteggiare le paure, gettare l’ascia di guerra e smettere di combattere contro di esse, in quanto è proprio un atteggiamento evitante che porta alla persistenza dell’emozione negativa. Al contrario, è necessario accoglierle e tollerarle per poi attribuire loro un significato diverso, talvolta aiutati da diverse strategie terapeutiche che mirano a prendere contatto con la propria sofferenza e individuare la risorse interne all’individuo. Risulta quindi necessario accogliere e non negare il proprio malessere per comprenderlo con l’aiuto di psicoterapeuti a Torino e poterlo elaborare e superare.